Torna alla comunità la chiesa dei Santi Pietro e Paolo: lavori per 439mila euro

SMERILLO – È stata riaperta la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, nel centro storico di Smerillo, dopo gli interventi di restauro, riparazione dei danni e consolidamento statico resi necessari dal sisma del 2016.

La riapertura è stata celebrata ieri con una celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Rocco Pennacchio, arcivescovo di Fermo. Alla cerimonia hanno partecipato il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli, il sindaco di Smerillo Tonino Severini, insieme alle autorità civili e religiose e alla comunità locale.

Un intervento da oltre 439mila euro

I lavori, attuati dall’Arcidiocesi di Fermo, sono stati finanziati nell’ambito dell’Ordinanza commissariale n. 105 del 2020.

Il contributo complessivamente concesso ammonta a 439.604,81 euro, di cui 370mila euro a valere sulla programmazione commissariale e 69.604,81 euro sul Fondo speciale per le compensazioni.

Gli interventi hanno riguardato le parti maggiormente danneggiate e vulnerabili dell’edificio, tra cui l’abside, la sacrestia, la torre campanaria, la copertura e la facciata.

Sono stati inoltre eseguiti lavori sulle murature, sugli infissi, sulle finiture e sull’apparato decorativo, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza dell’edificio senza comprometterne i caratteri storici e architettonici.

Castelli: «Restituiamo alla comunità un luogo di fede, storia e identità»

«La riapertura della chiesa dei Santi Pietro e Paolo – dichiara il Commissario Castelli – restituisce a Smerillo non soltanto un edificio finalmente riparato e più sicuro, ma un luogo nel quale si riconoscono la fede, la memoria e l’identità dell’intera comunità».

«Nei piccoli borghi dell’Appennino le chiese rappresentano punti di riferimento spirituali e, nello stesso tempo, custodiscono una parte essenziale della nostra storia collettiva. Ogni riapertura è quindi un segno concreto della ricostruzione che avanza e della vita che torna a riappropriarsi dei luoghi feriti dal sisma».

Il Commissario ha quindi ringraziato l’Arcidiocesi di Fermo, l’Ufficio speciale per la ricostruzione delle Marche, i progettisti, le imprese e tutti coloro che hanno contribuito alla conclusione dell’intervento.

«La collaborazione tra istituzioni civili e autorità ecclesiastiche – conclude Castelli – continua a essere decisiva per restituire alle comunità del cratere il loro patrimonio religioso e culturale, coniugando sicurezza, tutela e bellezza».