Solgas-Astea, Pascucci: “Almeno il 30% degli introiti per la politica energetica”

FERMO – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato  di Nicola Pascucci, Capogruppo della lista “La città che vogliamo”:

«Dopo il Consiglio comunale, sul tema Solgas, stiamo assistendo a una serie di azioni e dichiarazioni che ci impongono di fare alcune precisazioni alla città.

In qualità di Capogruppo della lista “La città che vogliamo” mi sento di ribadire e rinforzare i concetti espressi nell’assise del 24/09 che ha visto l’approvazione della delibera che fa confluire la Solgas nella Astea: la mancata accettazione della richiesta di tutta l’opposizione unita di poter ritardare l’approvazione della stessa delibera di qualche giorno per poter contribuire e collaborare è stata rifiutata nonostante non ci sia una data improcrastinabile Il tutto confermato anche dall’AD di Solgas, Emanuele Corradi che gode della nostra fiducia e stima.

Il rifiuto ha costretto alla valutazione di non votare la delibera per protesta ed uscire dall’aula alle ore 2:40, orario improponibile, tanto per i consiglieri che per i cittadini, infatti poi il consiglio è stato sospeso.

Questo metodo è quello che io ho ribattezzato “metodo Girfalco” che su decisioni fondamentali per la città, sia simbolicamente che economicamente, la maggioranza non fa partecipare le minoranze e la città, ma tira dritto confondendo il “comandare” una azienda privata e amministrare la cosa pubblica.

Tutto ciò non ci impedisce di sottolineare che il collega e amico Morroni, abbia deciso in maniera del tutto personale di presentare un eventuale ricorso al Tar e non a nome mio e del gruppo.

Legittimo da parte sua, nel totale diritto del consigliere, ma a noi piace contestare la politica della maggioranza nell’assise del Consiglio e criticando le idee e la politica quando non ci trova d’accordo. Non è nelle nostre corde e nello stile nostro e dei nostri elettori spostare i dibattiti consiliari in altre sedi come un tribunale o a colpi di video, post e comunicati stampa.

Una ulteriore precisazione è doverosa sull’opzione di uscita dal contratto di Astea fra 5 anni è del controvalore di 5.300.000 €, rimasto invariato e invece quello dimezzato è se il Comune decidesse di uscire. Su questo la destra e qualcun altro ha frainteso generando ulteriore confusione.

Rimanendo sulla questione strettamente tecnica, ci dispiace che la politica abbia abdicato agli eventi che hanno portato a questa decisione che sembra quasi “dovuta” vista la situazione dei mercati e abbia un “respiro cortissimo” per replicare alla Gaggia: noi riteniamo inaccettabile che tutti i proventi della Solgas vengano messi nel bilancio come spese correnti. Senza che la città abbia una politica energetica che tuteli appunto il futuro incerto del mercato dei carburanti e dell’energia. Questa politica avrebbe un respiro cortissimo altrochè!

Abbiamo proposto, ma non abbiamo avuto il tempo materiale appunto, che nei patti parasociali (il documento di accordo più importante della delibera che riguarda il rapporto tra Astea e Comune) una parte degli introiti annuali – minimo il 30% – vengano investiti nella politica energetica della città. Il socio SGR (proprietario del 99% di Astea) infatti è leader nell’efficientamento energetico e nella progettazione e costruzione di impianti rinnovabili o a gas. Immaginate che ogni anno Astea produca utili per cui il 5% del Comune valga circa 400.000 euro: potrebbe impegnare 150.000 in accordo con Astea che potrebbe compartecipare e sarebbe essa stessa a realizzare i progetti in modo da avere una maggiore indipendenza energetica per i vari edifici o mezzi comunali. Se infatti è vero che sono aumentati i costi del carburante per tutti i mezzi comunali e di Asite, e di conseguenza è aumentata la Tari, immaginate con un impianto di autoproduzione come in pochi anni potremmo dare alla città un’alternativa meno costosa e più efficiente. Asite ha investito nel futuro della raccolta e dei rifiuti della città con il progetto del biodigestore che ci ha visto favorevoli e che stiamo monitorando. Perchè Solgas no?

Siamo fiduciosi che nei patti parasociali che si andranno a scrivere entro 60 gg questa correzione venga scritta e non si continui a dichiarare che i soldi della Solgas diano respiro alle casse comunali senza alcuna politica energetica per la nostra città.

La nostra opposizione vuole essere costruttiva se ce ne sarà data la possibilità e lo abbiamo sempre ampiamente dimostrato nei fatti. Altrimenti se la maggioranza vuole proseguire tirando dritto con il “metodo Girfalco” ci troverà pronti a fare tutto quanto necessario per tutelare il bene comune e LA CITTA’ CHE VOGLIAMO.»