Smerillo torna protagonista della cultura dell’Appennino: al via il Festival “Le Parole della Montagna”

SMERILLO – Un piccolo borgo di appena cinquanta abitanti si prepara ad accogliere ancora una volta pensatori, artisti, studiosi e appassionati da tutta Italia. Smerillo, nel Fermano, sarà il cuore pulsante della diciassettesima edizione del Festival “Le Parole della Montagna”, manifestazione che negli anni è diventata un punto di riferimento per la valorizzazione delle aree interne marchigiane.

L’edizione 2026, presentata alla Camera dei Deputati alla presenza, tra gli altri, dell’onorevole Giorgia Latini e del commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, sarà dedicata alla parola “soccorso”, un tema scelto per interrogarsi sul significato dell’aiuto, della solidarietà e del rapporto tra individuo e comunità.

L’appuntamento principale è fissato dal 17 al 19 luglio a Smerillo, ma il percorso del festival partirà già nei giorni precedenti con una serie di eventi nei territori vicini, coinvolgendo borghi delle province di Fermo, Ascoli Piceno e Macerata. Tra le tappe più significative anche Arquata del Tronto, in occasione del decennale del sisma del Centro Italia.

«Questi luoghi possono sembrare lontani dalle logiche moderne, ma proprio dove apparentemente sembra non accadere nulla può nascere qualcosa di straordinario – ha spiegato la direttrice artistica Simonetta Paradisi –. La cultura diventa così una forma di soccorso per territori che continuano a vivere e a costruire futuro».

Il programma propone un viaggio tra filosofia, letteratura, spiritualità, arte e natura. Tra gli ospiti attesi figurano il cantautore e attore Simone Cristicchi, l’alpinista Simone Moro, il fondatore di Libera Luigi Ciotti, il paleontologo Giorgio Manzi e numerosi protagonisti del mondo accademico e culturale.

Il tema del “soccorso” verrà affrontato da prospettive differenti: dall’evoluzione umana alla fragilità giovanile, dalla poesia alla Costituzione, fino al rapporto con la morte e alla capacità dell’uomo di prendersi cura degli altri senza trasformare l’aiuto in controllo.

Grande attenzione anche al legame con il territorio. Le mattinate saranno dedicate a cammini nella natura, esperienze di meditazione, attività all’aperto e laboratori rivolti anche ai più piccoli, con l’obiettivo di unire riflessione e partecipazione.

«La montagna non è un luogo marginale, ma uno spazio dove costruire nuove opportunità – ha sottolineato Guido Castelli –. Manifestazioni come questa rafforzano il senso di comunità e dimostrano come la cultura possa diventare uno strumento concreto contro lo spopolamento».

Per Smerillo il festival rappresenta ormai un appuntamento identitario: un’occasione per trasformare il silenzio dei piccoli borghi in uno spazio di incontro, confronto e crescita.

Un progetto che negli anni ha saputo portare migliaia di visitatori nell’entroterra marchigiano, dimostrando che anche dai luoghi più piccoli possono nascere grandi idee.