SMERILLO – Continua il viaggio di MaNews nei territori per dare voce ai sindaci e raccontare le realtà locali. Questa volta tappa a Smerillo, suggestivo borgo medievale conosciuto come il “tetto delle Marche” grazie alla sua vista panoramica che spazia dai Monti Sibillini fino al mare Adriatico. A dialogare con il primo cittadino, Tonino Severini, è il direttore di MaNews Matteo Malaspina.
Sindaco, Smerillo è uno dei borghi più piccoli e suggestivi delle Marche. Qual è il segreto per valorizzare un paese come questo?
Non ci sono grandi segreti. Il nostro punto di forza è il territorio stesso: siamo a circa 800 metri di quota e possiamo godere di un panorama unico, dai Sibillini fino al Monte Conero. Smerillo è un luogo tranquillo, immerso nella natura, ideale per chi vuole allontanarsi dallo stress quotidiano. Abbiamo sentieri, boschi, paesaggi incontaminati e una forte biodiversità.
Cerchiamo però di offrire anche servizi e strutture per accogliere i visitatori: nel centro storico ci sono ristorante e pizzeria, mentre sul territorio sono presenti agriturismi dove è possibile soggiornare e degustare prodotti tipici locali.
Per valorizzare territori come questo è fondamentale fare rete. Che rapporto avete con gli altri comuni dei Monti Sibillini?
Il rapporto con gli altri comuni è essenziale. Siamo realtà piccole e da soli non possiamo affrontare certe sfide. Per questo è fondamentale lavorare insieme, condividere strategie e sviluppare il territorio in una direzione comune. Collaboriamo molto con l’Unione Montana dei Monti Sibillini, che comprende dieci comuni, proprio per promuovere e far conoscere l’intera area.
Molti sindaci dell’entroterra parlano del problema dello spopolamento. Quali iniziative avete messo in campo?
Lo spopolamento è una delle sfide più grandi. Dopo il terremoto molti territori hanno perso residenti, mentre noi abbiamo cercato di evitare che accadesse. Oggi Smerillo conta circa 327 abitanti e il nostro obiettivo è riportare giovani famiglie nel borgo, anche per salvaguardare servizi essenziali come la scuola. Per questo offriamo trasporto scolastico e mensa gratuiti. Ma da soli non basta: servono interventi strutturali e un maggiore sostegno da parte dello Stato e della Regione.
Quanto ha inciso la ricostruzione post sisma sul territorio?
È stato fatto molto, grazie anche al lavoro del commissario Guido Castelli. La ricostruzione ha contribuito non solo a sistemare gli edifici, ma anche a ricreare economia e fiducia nel territorio. Siamo fiduciosi anche per opere importanti come la Pedemontana, il miglioramento della viabilità verso Fermo e il potenziamento dell’ospedale di riferimento.
Come immagina Smerillo nel futuro?
Io ho una visione positiva. Chi amministra questi territori deve crederci fino in fondo. Le grandi città offrono molti servizi, ma spesso anche stress e problemi. Qui invece si può vivere con tranquillità, restando comunque collegati ai principali centri in meno di un’ora. Negli ultimi tempi qualche nuova famiglia si è trasferita qui e questo ci rende fiduciosi. La ricostruzione delle case danneggiate dal sisma sta aiutando molte persone a restare sul territorio.
Un altro tema importante riguarda le abitazioni vuote: ci sono molte case che avrebbero bisogno di manutenzione.
Se riuscissimo ad aiutare i proprietari a recuperarle, potremmo offrire nuove opportunità abitative a chi desidera trasferirsi a Smerillo.
Smerillo guarda così al futuro puntando su natura, qualità della vita e collaborazione tra territori, nella convinzione che anche i piccoli borghi possano tornare a crescere valorizzando la propria identità.
