Scuola Leonardo da Vinci, Di Ruscio attacca: “Ricostruirla nello stesso sito è una scelta miope”

FERMO – La ricostruzione della Scuola Leonardo da Vinci torna al centro del dibattito politico a Fermo. L’ex sindaco Saturnino Di Ruscio ha presentato un’interrogazione con richiesta di risposta scritta e orale, contestando la scelta dell’amministrazione comunale di ricostruire l’istituto nello stesso sito storico. Una decisione che, secondo Di Ruscio, rappresenta “una scelta miope” e fa perdere alla città una preziosa occasione di crescita e sviluppo urbano.

Pur accogliendo con favore gli investimenti destinati alla sicurezza degli studenti e alla qualità dell’edilizia scolastica, Di Ruscio evidenzia come la scelta attuale sia priva di una visione strategica di lungo periodo. L’ex primo cittadino richiama infatti il progetto elaborato nel 2009 durante il suo mandato, che prevedeva la realizzazione di un polo scolastico nell’area di Santa Caterina: un campus moderno, pensato per accompagnare la città nei prossimi cinquant’anni.

Secondo Di Ruscio, costruire una scuola significa molto più che realizzare un edificio: vuol dire immaginare come vivranno, studieranno e si relazioneranno le future generazioni. Da qui la critica alla decisione di mantenere la Leonardo da Vinci in una zona che, a suo giudizio, risponde a logiche urbanistiche ormai superate, risalenti a circa settant’anni fa.

Nell’interrogazione vengono evidenziate anche le criticità del sito: la vicinanza a due aree classificate a rischio idrogeologico massimo (R4), l’impossibilità di futuri ampliamenti, i problemi di traffico e accessibilità e le difficoltà nella gestione dei flussi di studenti, autobus e automobili. Elementi che, secondo l’ex sindaco, avrebbero dovuto portare a una valutazione più approfondita di soluzioni alternative.

Di Ruscio sottolinea inoltre il peso economico dell’intervento, che si avvicina agli 11 milioni di euro, sostenendo che la localizzazione scelta comporterebbe costi maggiori, stimati tra il 15% e il 30% in più rispetto ad altre ipotesi, con un aggravio compreso tra 1,6 e 3,3 milioni di euro.

Attraverso sei quesiti rivolti al sindaco e alla giunta, l’ex sindaco chiede chiarimenti sulle motivazioni della scelta, sull’eventuale esistenza di studi comparativi con altre aree – in particolare Santa Caterina – e sulle valutazioni effettuate in merito ai rischi geomorfologici, geotecnici e logistici.

L’interrogazione riaccende così il confronto politico sul futuro della scuola e sul modello di sviluppo urbano di Fermo, mettendo al centro una domanda di fondo: costruire sul passato o progettare il futuro?