SANT’ELPIDIO A MARE – Si accende il dibattito politico sul nuovo regolamento del concorso Premio Libri a 180°, approvato nell’ultimo Consiglio comunale del 29 aprile. Il Gruppo consiliare Progetto Democratico esprime forti perplessità, parlando di un’impostazione che rischia di ridurre trasparenza e pluralismo nella gestione culturale.
Al centro delle critiche c’è la scelta di affidare alla Giunta la nomina del comitato scientifico del premio, una decisione che – secondo l’opposizione – concentra il potere decisionale nell’organo esecutivo, superando il coinvolgimento di figure tecniche e professionali che finora avevano contribuito all’organizzazione, come personale della biblioteca e dell’ufficio cultura.
I nodi: criteri assenti e dubbi sull’imparzialità
Secondo Progetto Democratico, il nuovo regolamento presenta lacune significative: mancano criteri chiari e pubblici per la selezione dei membri del comitato scientifico, così come non sono definiti requisiti, incompatibilità e modalità di nomina.
“Restano senza risposta domande fondamentali – sottolineano –: quali competenze devono avere i membri? Quali regole devono rispettare? Senza parametri trasparenti, il rischio è quello di compromettere la qualità e l’autorevolezza del premio”.
Un emendamento presentato dal gruppo di opposizione, volto proprio a introdurre criteri più stringenti, è stato ritirato, secondo quanto dichiarato, per la mancanza di apertura al confronto da parte della maggioranza.
“Non è solo una questione locale”
Per Progetto Democratico, la vicenda non rappresenta un caso isolato, ma si inserisce in una dinamica più ampia, che riguarda il rapporto tra politica e cultura anche a livello nazionale.
Nel comunicato vengono richiamati alcuni episodi recenti, come le tensioni legate alla Biennale di Venezia, le vicende interne alla Fondazione Teatro La Fenice e il dibattito sulle scelte del Ministero della Cultura in materia di finanziamenti cinematografici.
Il filo conduttore, secondo l’opposizione, sarebbe una crescente politicizzazione delle scelte culturali e una riduzione degli spazi di autonomia.
Il voto contrario e la richiesta di confronto
Alla luce delle criticità evidenziate, il gruppo Progetto Democratico ha espresso voto contrario al provvedimento, chiedendo un ripensamento del regolamento e l’apertura di un confronto più ampio e partecipato.
“Se l’obiettivo è rilanciare il premio, servono regole chiare e condivise – concludono –. Senza trasparenza, si rischia solo di creare opacità e indebolire il valore culturale dell’iniziativa”.
La questione resta ora aperta, con il tema della governance culturale che torna al centro del dibattito politico cittadino.
