Sanità nelle Marche, la sfida di Calcinaro: liste d’attesa, medicina territoriale e digitalizzazione

SANITÀ – Prosegue il viaggio di MaNews nel territorio per approfondire i temi che incidono maggiormente sulla vita dei cittadini. Questa volta tappa ad Ancona, nella sede della Regione Marche, per parlare di sanità con l’assessore regionale Paolo Calcinaro. A intervistarlo è il direttore di MaNews, Matteo Malaspina.

I tempi di attesa per visite ed esami restano una delle principali criticità. Quali misure avete adottato per ridurli?

Siamo partiti con l’attivazione delle visite nei fine settimana. Sappiamo bene che non rappresentano la soluzione definitiva, ma sono un segnale concreto di disponibilità del sistema sanitario a fare uno sforzo ulteriore nei confronti dei cittadini. Parallelamente abbiamo lavorato sulla revisione e sull’ottimizzazione delle agende, migliorando anche la gestione delle prenotazioni interne agli ospedali per liberare maggiori disponibilità per gli utenti esterni.

I risultati iniziano a vedersi: nel marzo 2026 abbiamo registrato un incremento dell’8,7% delle prestazioni erogate tramite CUP rispetto allo stesso mese del 2025, pari a oltre 17 mila visite in più. Ad aprile il dato è ulteriormente migliorato, con un aumento del 12,3% e circa 25 mila prestazioni aggiuntive. Si tratta di un percorso che intendiamo proseguire e rafforzare.

 

Quale ruolo avrà la sanità territoriale nel futuro del sistema sanitario marchigiano?

La sanità territoriale è fondamentale. È lo strumento principale per evitare ricoveri non necessari, ridurre gli accessi ai pronto soccorso e alleggerire la pressione sugli ospedali. Negli anni passati il territorio è stato progressivamente indebolito dalla chiusura di strutture e dalla riduzione di alcuni servizi. Oggi stiamo cercando di invertire questa tendenza.

Entro il 30 giugno contiamo di avere operative circa 29 Case della Comunità e 9 Ospedali di Comunità. L’obiettivo è creare punti di riferimento vicini ai cittadini, capaci di garantire assistenza e servizi senza dover ricorrere sempre alle strutture ospedaliere.

 

Un altro tema centrale è la digitalizzazione. Quali benefici concreti porteranno strumenti come la telemedicina e il Fascicolo Sanitario Elettronico?

La prima sfida è far dialogare tutti gli ospedali attraverso un sistema informatico unico. Può sembrare scontato, ma fino a poco tempo fa non era così. La telemedicina sarà uno dei pilastri della sanità del futuro. Consentirà di seguire molti pazienti direttamente a casa, riducendo spostamenti e disagi, e sarà integrata anche nelle Case della Comunità.

Stiamo inoltre lavorando a un portale unico che permetta sia ai professionisti sia ai cittadini di consultare immagini diagnostiche e referti in modo semplice e uniforme. Vogliamo superare definitivamente problemi di compatibilità tra strutture e strumenti ormai superati, rendendo l’accesso ai dati sanitari più rapido ed efficiente.

 

Quali risultati concreti si aspetta di raggiungere entro la fine del mandato?

Non sarebbe realistico promettere la soluzione di tutti i problemi della sanità. Tuttavia, ci sono due obiettivi molto chiari. Il primo è ridurre ulteriormente le liste d’attesa, continuando a migliorare l’organizzazione del sistema. Il secondo è rafforzare la sanità territoriale, affinché i cittadini possano trovare risposte più vicine alle proprie esigenze.

Stiamo inoltre lavorando per valorizzare il personale sanitario e migliorare l’organizzazione delle strutture, anche attraverso i nuovi ospedali di comunità. La sanità marchigiana dispone già di professionalità e livelli di assistenza molto elevati. La sfida è rendere questi servizi sempre più accessibili e vicini ai cittadini.

Tra riduzione delle liste d’attesa, sviluppo delle Case della Comunità e investimenti nella digitalizzazione, la Regione Marche punta a costruire una sanità più moderna, efficiente e vicina alle esigenze dei cittadini, mantenendo alta la qualità delle cure e dell’assistenza sul territorio.