SANITÁ – «Il direttore generale dell’Ast di Fermo deve essere rimosso dal suo incarico: è necessario far cessare questo sistema di gestione arbitraria che sta demolendo la credibilità delle istituzioni e mina il diritto costituzionale alla salute dei cittadini».
A dirlo è il consigliere regionale del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti, che in aula si è rivolto direttamente all’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro, denunciando il bilancio fallimentare della gestione sanitaria fermana.
«È inaccettabile – attacca Cesetti – che i pazienti oncologici debbano attendere oltre tre mesi per un esame istologico. Ed è ancora più grave che queste persone siano state finalmente contattate dall’Ast per la consegna del referto e l’inizio del percorso terapeutico solo dopo che ho portato in aula i loro casi con appositi atti ispettivi. Proprio oggi, ho ricevuto altre due segnalazioni che mi farò carico di portare all’attenzione dell’assessore con un’ulteriore interrogazione. L’assistenza sanitaria, però, non può e non deve dipendere dalle denunce politiche per essere garantita».
Poi l’affondo sul direttore Grinta: «Siamo di fronte a una gestione che ha smarrito la sua missione pubblica, piegata a logiche che nulla hanno a che fare con il diritto alla salute. Gli esempi di questa deriva sono molteplici e tutti di estrema gravità: dall’organizzazione dell’inaugurazione “farlocca” del nuovo ospedale di Campiglione per compiacere in campagna elettorale i propri referenti politici, peraltro con l’impiego di risorse pubbliche e personale per traslocare arredi da Amandola, passando per i mancati interventi necessari a evitare il crollo del soffitto negli uffici del servizio prevenzione, fino ad arrivare alle opache politiche del personale, su tutte l’assunzione di un avvocato con percorsi che appaiono costruiti “ad personam”, mentre continuano a mancare medici e infermieri».
«Tutto questo non è più tollerabile – incalza l’esponente dem – perché è contro il diritto alla salute e i principi di legalità, buon andamento, imparzialità e trasparenza sanciti dagli articoli 32 e 97 della Costituzione. Chi opera in questo modo non lo fa con disciplina e onore. La disciplina è il rispetto delle regole, l’onore è la fedeltà alla Repubblica e ai suoi principi costituzionali».
«L’assessore Calcinaro – conclude Cesetti – non ha colpe di questo e non può continuare ad assumersi responsabilità che non gli competono, ma ha il dovere politico e morale di intervenire per porre fine a questa mala gestione. Personalmente continuerò a denunciare senza sosta queste insopportabili distorsioni del sistema finché non verrà ripristinata la correttezza dell’azione amministrativa e la dignità delle cure per tutto il territorio fermano, nella consapevolezza che il mandato ricevuto mi impone di tutelare la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività».
