PORTO SAN GIORGIO – «Meglio tardi che mai». Giulia Vagnozzi, capogruppo di maggioranza di Insieme, replica al Partito Democratico sul futuro dell’ex cineteatro Excelsior di Porto San Giorgio, accusando i dem di aver cambiato posizione rispetto alle scelte compiute negli anni scorsi. Al centro del confronto c’è l’ipotesi di esproprio dell’immobile, oggi indicata dal Pd come una possibile strada per restituire lo spazio alla città e che la maggioranza sostiene di stare già valutando concretamente.
Vagnozzi invita i democratici a ripercorrere le decisioni assunte nel 2020 dall’amministrazione guidata da Nicola Loira, quando si scelse di puntare su un accordo urbanistico con la famiglia Renzi, proprietaria dell’edificio. Un’intesa che, secondo la capogruppo, avrebbe consentito al privato di valorizzare l’immobile attraverso nuove destinazioni commerciali e residenziali.
La rappresentante di Insieme ricorda anche che, negli anni successivi, il Pd aveva sollecitato l’amministrazione Vesprini a fare pressione sulla proprietà affinché rispettasse gli impegni previsti dalla convenzione. Da qui la critica politica: per Vagnozzi, l’attuale apertura all’esproprio dovrebbe essere accompagnata da una riflessione sulle scelte che hanno portato alla situazione odierna.
L’accordo urbanistico e i vantaggi per il privato
Nel suo intervento, la capogruppo ricostruisce i contenuti dell’intesa approvata durante la precedente amministrazione. La variante urbanistica avrebbe permesso alla proprietà di intervenire sull’edificio nel centro cittadino, con nuove possibilità d’uso e circa 440 metri quadrati aggiuntivi di superficie utile lorda.
L’accordo prevedeva inoltre il cambio di destinazione d’uso del complesso incompiuto Il Timone 4, in via XX Settembre, da turistico-ricettiva ad abitativa. Una modifica che, secondo Vagnozzi, avrebbe consentito di sbloccare la trasformazione della struttura in appartamenti destinati alla vendita.
In cambio, al Comune sarebbero spettati una sala polifunzionale da circa 140 posti, concessa in comodato per un periodo limitato, e la riqualificazione di piazza della Marina. È proprio sul rapporto tra i vantaggi riconosciuti alla proprietà e le contropartite pubbliche che si concentra la contestazione della maggioranza.
«A fronte delle importanti opportunità offerte al privato, che cosa avrebbe guadagnato davvero la città?», domanda Vagnozzi, giudicando insufficiente il ritorno previsto per la comunità.
«Perché non fu portato avanti il percorso avviato da Agostini?»
La capogruppo di Insieme rivolge quindi al Pd tre interrogativi sul passato: perché nel 2020 si preferì l’accordo con la proprietà privata, perché venne interrotto il percorso giudiziario per acquisire l’immobile avviato dalla precedente amministrazione Agostini e perché nel 2021 non furono accolte le richieste dell’opposizione che chiedeva di fermare l’intesa.
Vagnozzi solleva anche il tema dei tempi delle decisioni, chiedendosi quanto abbia inciso il calendario elettorale sulle scelte compiute allora. Si tratta, sostiene, di questioni politiche che non possono essere accantonate soltanto perché oggi il Pd condivide l’obiettivo di riportare l’Excelsior nella disponibilità pubblica.
L’esproprio, un percorso con ostacoli e tempi da valutare
Sul fronte attuale, la capogruppo assicura che l’ipotesi di acquisizione non è un’iniziativa estemporanea. La maggioranza, afferma, sta lavorando con il supporto di consulenti per individuare una procedura corretta sotto il profilo giuridico ed economico.
Il percorso potrebbe però rivelarsi complesso. Vagnozzi mette in conto la possibilità che la proprietà si opponga e avvii contenziosi nelle sedi giudiziarie, richiamando come precedente la vicenda del porto. Per questo, sottolinea, sarà necessario considerare sia gli aspetti legali sia i tempi necessari per arrivare a una soluzione.
La replica si chiude con una rivendicazione del ruolo della maggioranza: affrontare il problema dell’Excelsior, sostiene Vagnozzi, significa assumersi la responsabilità di risolvere una questione rimasta aperta, senza ignorare le difficoltà amministrative e giudiziarie che potrebbero accompagnare l’operazione.
