FERMO – È scontro politico e istituzionale sulla gestione della logistica sanitaria nell’AST Fermo, al centro di una denuncia presentata dai consiglieri regionali del Partito Democratico Fabrizio Cesetti e Antonio Mastrovincenzo.
Secondo quanto riportato dai due esponenti dem, all’interno del sistema di trasporto sanitario sarebbero stati rilevati casi di promiscuità tra il trasporto di materiale biologico e quello dei pasti destinati ai pazienti, con il trasferimento di sacche di sangue ed emoderivati insieme a derrate alimentari all’interno degli stessi mezzi.
Una situazione che, secondo i consiglieri, sarebbe in contrasto con le linee guida del Centro Nazionale Sangue, che prevedono specifiche condizioni di sicurezza per il trasporto di materiale biologico, inclusi vani sanificabili e il divieto di commistione con altri carichi potenzialmente contaminanti.
Nel mirino finiscono anche la formazione del personale e i sistemi di controllo della temperatura durante il trasporto, ritenuti fondamentali per garantire la corretta conservazione del materiale biologico. I consiglieri parlano inoltre di segnalazioni pregresse e di un ritardo nell’adozione di mezzi idonei, nonostante sarebbero già stati previsti nuovi veicoli specializzati.
«La situazione evidenzia una grave inerzia amministrativa che mette a rischio la sicurezza dei pazienti e la qualità del sistema trasfusionale», sostengono Cesetti e Mastrovincenzo, che annunciano un’interrogazione alla Giunta regionale per chiarire le responsabilità e verificare la conformità delle procedure adottate.
Nel dibattito è intervenuta anche la direzione sanitaria, che respinge le accuse. Il direttore della Medicina Trasfusionale dell’AST Fermo, Gianluca Riganello, ha dichiarato che gli emocomponenti vengono trasportati secondo procedure certificate, utilizzando contenitori idonei e sistemi di controllo della temperatura e della sicurezza.
«Tutte le unità vengono trasferite in condizioni adeguate e tracciate lungo l’intero percorso», ha spiegato il responsabile, sottolineando che non sono mai state registrate anomalie nella filiera del trasporto e che le procedure risultano conformi agli standard del sistema di gestione della qualità.
A difesa del sistema interviene anche l’Associazione Volontari Italiani del Sangue del Fermano (AVIS Provinciale Fermo), che ribadisce come il percorso delle donazioni sia costantemente monitorato e tracciato, senza criticità rilevate fino a oggi.
L’associazione sottolinea inoltre il ruolo dei donatori e delle attività di volontariato nella tenuta del sistema trasfusionale locale, invitando a non diffondere informazioni che potrebbero compromettere la fiducia nel sistema e incidere negativamente sulle donazioni.
La vicenda resta ora al centro del confronto politico regionale, con l’attesa della risposta della Giunta all’interrogazione annunciata dall’opposizione e di eventuali verifiche da parte degli organi competenti.
