PORTO SANT’ELPIDIO – Il Partito Democratico di Porto Sant’Elpidio torna a chiedere piena chiarezza sul caso del cosiddetto Plasmagate e sostiene la richiesta avanzata dal consigliere regionale Fabrizio Cesetti per l’istituzione di una Commissione d’inchiesta regionale.
Secondo il circolo locale e il gruppo consiliare dem, la vicenda che ha coinvolto il sistema trasfusionale marchigiano avrebbe compromesso la fiducia dei donatori e messo in discussione l’efficienza dell’intera organizzazione sanitaria.
Il partito ricorda di aver già portato il tema all’attenzione del Consiglio comunale nei mesi scorsi, attraverso una mozione che chiedeva la pubblicazione integrale della relazione della commissione di verifica, un’audizione pubblica con tutti i soggetti coinvolti e l’accertamento delle responsabilità politiche.
Proprio quest’ultimo passaggio, però, secondo il PD, sarebbe stato contestato da Fratelli d’Italia, che avrebbe chiesto di eliminare ogni riferimento alle responsabilità politiche. Una modifica che il Partito Democratico dice di aver accettato per consentire comunque al Consiglio comunale di esprimersi e garantire ai cittadini un’informazione completa sulla vicenda.
Ora, però, il quadro emerso dalla commissione di verifica regionale rafforzerebbe la convinzione che le responsabilità politiche non possano più essere escluse dal dibattito. Secondo quanto evidenziato dal PD, il problema non sarebbe stato causato da una carenza strutturale di personale, ma da errori organizzativi, ritardi nelle assunzioni, mancanza di programmazione e insufficienza di investimenti.
Nel mirino finisce direttamente il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e la sua Giunta, accusati di continuare a ricondurre le responsabilità alle amministrazioni precedenti nonostante governino la regione dal 2020.
Il comunicato punta inoltre il dito contro quella che viene definita una “doppia morale” del centrodestra: da un lato, a livello locale, il sindaco e la maggioranza di Porto Sant’Elpidio chiamerebbero spesso in causa le amministrazioni precedenti per ritardi nelle opere pubbliche; dall’altro, sul Plasmagate, eviterebbero qualsiasi riferimento alle responsabilità politiche.
A pesare ulteriormente, secondo il PD, ci sarebbero i numeri della vicenda: 323 sacche di plasma eliminate, sprechi economici rilevanti e, più recentemente, anche il caso della presunta promiscuità nel trasporto di sangue e pasti in mezzi non idonei.
Per questo il Partito Democratico giudica fondamentale la proposta avanzata da tutti i gruppi di opposizione in Consiglio regionale per istituire una Commissione d’inchiesta, ritenuta uno strumento necessario per ricostruire i fatti, individuare eventuali responsabilità e prevenire il ripetersi di episodi simili.
“Su una vicenda così grave non servono coperture né minimizzazioni, ma verità, trasparenza e responsabilità politica”, conclude il comunicato, rilanciando l’appello a tutela dei cittadini, dei donatori e del volontariato che sostiene quotidianamente il sistema trasfusionale marchigiano.
