Pedaso, crisi in Giunta: Galasso rompe con il sindaco Berdini sulla lottizzazione Siri

PEDASO – Clima sempre più teso all’interno dell’amministrazione comunale di Pedaso. Il vicesindaco Giuseppe Galasso annuncia la rottura del rapporto di fiducia politica con il sindaco Vincenzo Berdini dopo lo scontro sulla lottizzazione Siri, contigua al cantiere del nuovo polo scolastico.

«Negli ultimi mesi il rapporto di collaborazione e fiducia politica tra me e il sindaco si è progressivamente logorato, fino a venire meno», dichiara Galasso. «Non per motivi personali, ma per il metodo con cui vengono assunte decisioni di grande rilievo urbanistico». Il riferimento è alla proposta di lottizzazione Siri che prevede la realizzazione di sei palazzine di quattro piani, portata in Giunta senza un confronto preventivo con l’intera maggioranza. «Un atto così delicato – prosegue il vicesindaco – non può arrivare in Giunta senza una discussione politica seria. È mancata la condivisione e questo mina il senso stesso della collegialità amministrativa».

Secondo Galasso, a rendere la vicenda ancora più problematica è stata la posizione del sindaco, che ha annunciato la propria astensione dalla votazione. «Con una mail il sindaco spiega che si asteneva dalla votazione per due motivi: il primo a causa di attacchi personali, il secondo per un ‘principio di opportunità politica’ visto che il figlio, un imprenditore edile, potrebbe in futuro valutare l’acquisto di lotti – afferma Galasso -. Se un provvedimento è legittimo, va sostenuto apertamente. Se presenta criticità, va discusso prima, non imposto lasciando la responsabilità agli altri assessori».

Tra i nodi anche il tema del nuovo polo scolastico. Il primo cittadino spiega che grazie alla trattativa da lui condotta, si sono ottenute opere migliorative per il Polo, come alcune recinzioni tra il polo e la lottizzazione e della nuova scuola media. «È stato detto che senza determinate opere il Polo non potrebbe aprire – spiega Galasso – ma dal punto di vista tecnico non è così. Ho avuto riscontri diretti dal responsabile dei lavori pubblici, l’ingegner Montenovo: il collaudo sarebbe comunque possibile». «Il 6 febbraio rispondo alla lettera dove dico che le perplessità e i dubbi nascono dal modo in cui ci si è arrivati, scatenando l’ira da parte del sindaco che ha organizzato una riunione nella quale c’è stato uno scontro pesante dove sono venuti fuori atteggiamenti autarchici e offensivi nei miei confronti», continua Galasso.

Altro punto di divergenza riguarda un’altra questione, ovvero l’acquisto di alcuni lotti di terreno sul monte a Pedaso da parte del sindaco e del figlio tra il 2023 e il 2025. «L’obbligo di un amministratore è quello di controllare e vigilare e le finalità di questi acquisti andavano condivise. Anche perché sono venuto a sapere che in quei lotti verrà realizzato un impianto fotovoltaico a terra. Un’opera mai fatta da nessuno perché il monte è sempre stato oggetto di attenzione paesaggistica e credo che queste intenzioni andavano palesate perché l’opinione pubblica non avrebbe reagito bene – spiega Galasso -. C’è da aggiungere che il sindaco fino a qualche mese fa ci ha ‘pressato’ per la costituzione di una Comunità Energetica. Non vorrei che questo sarebbe servito a lui e al figlio per la realizzazione degli impianti».

«Il sindaco mi ha notificato il 10 febbraio a mezzo Pec la convocazione per la giunta di ieri a mezzogiorno e nell’Odg c’era l’adozione del piano urbanistico sulla lottizzazione in cui è previsto il coinvolgimento del figlio. Ritengo molto grave che si faccia una forzatura del genere, si vada avanti in oltranza e si decida di convocare la giunta – continua Galasso, che durante la seduta ha lasciato l’aula facendo mancare il numero legale – La decisione di andare avanti senza chiarire prima le criticità ha rappresentato per me il punto di non ritorno»

Nonostante lo scontro con il primo cittadino, il vicesindaco ribadisce di mantenere buoni rapporti con il resto della maggioranza. «Con i colleghi assessori il rapporto resta positivo. La questione è esclusivamente politica con il sindaco». Galasso, eletto nel 2022 con oltre 300 preferenze personali, rivendica il dovere di rappresentare quella parte di elettorato. «Non posso restare in silenzio davanti a scelte che non condivido. Questo non è uno sfogo, ma un atto politico».

Nei prossimi giorni il vicesindaco scioglierà la riserva sul proprio ruolo in Giunta. «Ora sono in attesa della revoca dell’incarico da parte del primo cittadino che, come ho saputo, ha già contattato un altro consigliere della maggioranza per rimpiazzarmi. Se la situazione si protrarrà oltre la prossima settimana, valuto le dimissioni che però vorrei evitare per rispetto di quell’elettorato che mi ha votato. In ogni caso resterò consigliere comunale: voterò a favore degli atti che riterrò utili per Pedaso, mi opporrò a quelli che non considero opportuni e continuerò a proporre soluzioni nell’interesse della comunità».

E infine un’ultima stoccata al sindaco: «Sono mesi che la sua unica preoccupazione è se mi candiderò a sindaco nel 2027 visto che me lo chiede in ogni occasione. Ancora non ho deciso, anche perché in questo momento ci sono altre questioni su cui bisogna concentrarsi».