SANT’ELPIDIO A MARE – Una piazza piena di persone, di storie e di voglia di partecipare. La seconda edizione della Pastasciutta Antifascista di Sant’Elpidio a Mare ha superato ogni aspettativa, portando oltre 160 persone in Piazzale Martinelli per una serata all’insegna della memoria, dell’impegno civile e della condivisione.
L’iniziativa, promossa dal Circolo ARCI Spazio 25 Aprile insieme ad ANPI – Sezione Provinciale di Fermo e CGIL Fermo, ha registrato una partecipazione più che raddoppiata rispetto alla prima edizione, tanto da non riuscire ad accogliere tutte le richieste arrivate nei giorni precedenti.
Un risultato che, secondo gli organizzatori, va oltre il dato numerico: la partecipazione ha rappresentato la presenza di una comunità attenta ai valori della Repubblica, dell’antifascismo, della solidarietà e della giustizia sociale.
La serata ha rinnovato il significato della Pastasciutta Antifascista, il gesto simbolico nato dalla famiglia Cervi nel 1943 per celebrare la caduta del fascismo e diventato negli anni un appuntamento dedicato alla memoria e alla difesa dei valori democratici.
L’incontro, dedicato al compagno Bruno Cozzi, si è aperto con l’intervento del presidente del Circolo ARCI Spazio 25 Aprile Renzo Offidani. Dopo la cena comunitaria, spazio al confronto con Carlo Bronzi e Sandro Olimpi, moderato da Francesco Ferracuti, con un approfondimento sulla storia dell’antifascismo, della Resistenza e del territorio. La serata si è conclusa con il momento musicale affidato a Lorenzo Macerata.
Nel corso dell’iniziativa non sono mancate riflessioni sul ruolo degli spazi di aggregazione e sulla necessità di creare luoghi capaci di favorire incontro, cultura e partecipazione. Il Circolo ARCI Spazio 25 Aprile, nato solo pochi mesi fa, ha ricordato il percorso già avviato con concerti, presentazioni di libri, incontri pubblici e iniziative dedicate ai diritti, pur continuando a operare senza una sede stabile.
Proprio su questo tema il Circolo ha rinnovato la proposta all’amministrazione comunale di poter utilizzare uno degli spazi pubblici attualmente inutilizzati per realizzare attività aperte alla cittadinanza: laboratori, cineforum, iniziative culturali e momenti di confronto intergenerazionale.
«Gli spazi pubblici acquistano valore quando vengono vissuti e messi al servizio della comunità», sottolineano gli organizzatori, evidenziando come la risposta arrivata dalla piazza rappresenti uno stimolo a proseguire il percorso intrapreso.
La manifestazione si è chiusa con un messaggio chiaro: la memoria non è soltanto un esercizio del passato, ma uno strumento per costruire relazioni e rafforzare la partecipazione nel presente.
Il Circolo ARCI Spazio 25 Aprile guarda ora avanti, con l’obiettivo di continuare a promuovere momenti di cultura, solidarietà e impegno civile, con o senza una sede. «Perché – spiegano – mutualismo, partecipazione e condivisione restano strumenti fondamentali per contrastare l’isolamento e rafforzare la democrazia».

