FERMANO – Un morto sul lavoro nel Fermano da gennaio a settembre 2026. È il dato che emerge dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, elaborato sulla base delle statistiche Inail aggiornate al 30 settembre e pubblicato il 3 novembre.
La provincia di Fermo registra un indice di incidenza pari a 14,2 decessi ogni milione di occupati, un valore inferiore alla media nazionale, che si attesta a 24,7. Nella graduatoria nazionale elaborata in base al rischio di mortalità, il territorio fermano occupa la 78ª posizione.
Il dato assoluto è di una vittima in occasione di lavoro su una popolazione occupata di 70.243 persone. Si tratta del bilancio più contenuto tra le cinque province marchigiane considerate nel rapporto.
Le Marche in zona gialla
A livello regionale, le Marche rientrano nella zona gialla della classificazione Vega, quella che comprende i territori con un indice di incidenza compreso tra il 75% della media nazionale e il valore medio. Nel complesso, nei primi nove mesi dell’anno sono stati registrati 16 decessi in occasione di lavoro nella regione.
Il quadro nazionale evidenzia invece 595 vittime durante l’attività lavorativa e altre 228 in itinere, per un totale di 823 morti. Rispetto allo stesso periodo del 2025, il bilancio complessivo cresce di 39 unità, pari al 5%.
Il quadro nazionale e i settori più colpiti
La Lombardia registra il numero più elevato di morti in occasione di lavoro, con 84 vittime, seguita da Campania (60), Veneto (58), Sicilia (55) e Piemonte (53). Per quanto riguarda il rischio rapportato al numero degli occupati, le regioni in zona rossa sono Sicilia, Calabria, Basilicata e Campania.
A livello settoriale, le costruzioni risultano l’ambito con il maggior numero di vittime in occasione di lavoro, 101, davanti a trasporto e magazzinaggio (80) e attività manifatturiere (73).
Il rapporto segnala inoltre un aumento della mortalità femminile dell’11,8% e una crescita del 29,2% tra i lavoratori stranieri. Per questi ultimi l’indice di rischio risulta oltre tre volte superiore a quello dei lavoratori italiani.
Il dato fermano, pur collocandosi al di sotto della media nazionale, si inserisce dunque in un quadro complessivo che continua a evidenziare la necessità di rafforzare la prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
