MONTEGRANARO – A Montegranaro il calcio torna alle origini. È questo lo spirito del “Torneo dei Campetti”, iniziativa promossa dalla neonata associazione NEXT MG APS, che punta a riportare in città l’atmosfera e i valori del calcio di strada.
Il progetto nasce da un’idea informale, maturata tra un gruppo di giovani durante una serata in un locale cittadino, e si è trasformato in un evento sportivo strutturato che coinvolgerà oltre 140 ragazzi del territorio.
Il torneo prende ispirazione dagli storici campetti di Montegranaro, luoghi simbolici della memoria sportiva locale: Li Tigli, La Mazzatora, La Croce, Lo Cimitero, L’Ospedale, Villa Luciani, La Ghiaia (Via Lazio) e San Liborio. Spazi in parte ancora esistenti e in parte scomparsi, che per generazioni hanno rappresentato il primo approccio al calcio per tanti giovani del paese.
L’idea alla base dell’iniziativa è quella di ricostruire un legame tra le persone e i quartieri di origine, anche attraverso la composizione delle squadre, che sarà definita in base alla residenza attuale o a quella storica delle famiglie. Un criterio che punta a valorizzare l’identità territoriale e il senso di appartenenza.
Il torneo si svolgerà dal 22 giugno al 3 luglio presso il campo sintetico “Cesare Berdini” di Montegranaro e si inserisce in un più ampio progetto di aggregazione sociale attraverso lo sport. Grande partecipazione si è già registrata alla serata di presentazione, durante la quale sono state svelate maglie e gironi in un clima di festa.
“Lo sport ha un forte valore aggregativo e può diventare uno strumento per creare comunità”, ha spiegato il presidente dell’associazione Andrea Moretti. L’obiettivo dichiarato è quello di favorire incontri tra giovani che, pur vivendo nello stesso territorio, spesso non hanno occasione di conoscersi.
L’organizzazione invita l’intera cittadinanza a partecipare alle partite e a sostenere l’iniziativa, trasformando il torneo in un momento collettivo di socialità. L’appello è anche al rispetto reciproco e al fair play, considerati elementi centrali del progetto.
Pur consapevoli delle difficoltà tipiche di una prima edizione, gli organizzatori guardano all’evento come a un punto di partenza: un esperimento di comunità che mira a consolidarsi nel tempo.
Il messaggio finale racchiude lo spirito dell’iniziativa: riportare al centro il valore dei luoghi in cui è cresciuta una generazione. “Il campetto ci ha cresciuto, ora bisogna onorarlo.”
