ANCONA – Meno adempimenti, aggiornamento delle norme regionali e maggiore ricorso agli strumenti digitali. È questo l’obiettivo della legge sulla semplificazione e l’aggiornamento della normativa regionale approvata dal Consiglio regionale delle Marche. La proposta di legge n. 58 era all’ordine del giorno della seduta del 22 settembre, con Jessica Marcozzi indicata come relatrice di maggioranza.
Il provvedimento interviene su diversi ambiti della legislazione regionale, con l’obiettivo di eliminare disposizioni considerate obsolete e rendere più snelle alcune procedure per cittadini, imprese, Comuni e operatori. Tra le misure illustrate dalla maggioranza figura l’abrogazione di sette leggi ritenute non più attuali, insieme a una serie di modifiche e aggiornamenti della normativa esistente. Particolare attenzione viene riservata al settore turistico. La nuova disciplina prevede, tra le altre cose, il superamento dell’obbligo di comunicazione annuale dei prezzi delle strutture ricettive alla Regione e una diversa gestione delle comunicazioni relative alle aperture, che dovranno essere indirizzate ai Suap territorialmente competenti. Viene inoltre eliminato il divieto di cumulo dei finanziamenti previsto dalla normativa regionale.
Novità anche per il commercio, con una revisione della disciplina sanzionatoria. Secondo quanto illustrato dalla maggioranza, le sanzioni amministrative relative a orari e prezzi vengono ridotte, passando dall’attuale fascia di 1.000-3.000 euro a quella compresa tra 250 e 1.500 euro. Il provvedimento punta inoltre a uniformare maggiormente le procedure riguardanti la gestione dei posteggi nei mercati. Sul fronte ambientale vengono introdotte modifiche con finalità di semplificazione in materia di Valutazione di impatto ambientale (VIA) e vengono precisate alcune competenze regionali relative all’Autorizzazione integrata ambientale (AIA), in particolare nei casi in cui un’unica realtà industriale svolga più attività soggette ad autorizzazione. La legge interviene anche su cultura e Terzo settore, oltre che sulle politiche dedicate alla famiglia e alla genitorialità. Tra le disposizioni illustrate figura inoltre un contributo finalizzato alla riduzione della tassa automobilistica per i veicoli di proprietà delle vittime del dovere.
Un altro capitolo riguarda la digitalizzazione dell’attività amministrativa. La maggioranza sottolinea in particolare il principio del «digital first» e l’obiettivo di ridurre l’utilizzo della documentazione cartacea nelle procedure relative alle candidature regionali. A rivendicare il significato politico del provvedimento è Andrea Putzu, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, secondo il quale la legge rappresenta una svolta nel rapporto tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese.
«Semplificare non significa solo tagliare, ma migliorare concretamente la vita di chi lavora, produce e amministra», sostiene Putzu, che attribuisce al provvedimento il risultato di eliminare «adempimenti inutili» e accelerare il percorso di digitalizzazione della macchina regionale. Il consigliere cita in particolare gli interventi su turismo e commercio, sostenendo che la riduzione degli obblighi e delle sanzioni possa favorire gli operatori. «La pubblica amministrazione torna a essere un alleato, non un ostacolo», afferma Putzu.
Sulla legge interviene anche Jessica Marcozzi, relatrice di maggioranza, presidente della Commissione Bilancio e capogruppo di Forza Italia. Per Marcozzi, il percorso di semplificazione deve partire dal confronto con chi quotidianamente si confronta con le procedure amministrative. «La semplificazione non può essere soltanto uno slogan – sottolinea – ma deve tradursi nella capacità delle istituzioni di ascoltare, comprendere le difficoltà quotidiane di cittadini e imprese e intervenire concretamente per ridurre gli adempimenti e rendere più semplice il rapporto con la pubblica amministrazione». Marcozzi richiama quindi la legge regionale 3/2015 sulla semplificazione, indicando nell’aggiornamento del sistema normativo alle nuove esigenze uno degli obiettivi principali del nuovo provvedimento. La logica, secondo la consigliera, è quella di intervenire sulle norme regionali seguendo l’evoluzione dei settori interessati e delle normative sovraordinate, mantenendo al centro il rapporto tra istituzioni, territorio e cittadini.
La nuova legge si inserisce così nel percorso di revisione e semplificazione dell’ordinamento regionale, che la normativa marchigiana già individua tra gli obiettivi dell’attività legislativa, prevedendo tra l’altro la riduzione del numero delle leggi in vigore e l’abrogazione delle disposizioni non più necessarie. Per la maggioranza, il risultato atteso è una pubblica amministrazione più semplice e accessibile, con procedure aggiornate alle esigenze di cittadini, imprese e operatori.
