PORTO SAN GIORGIO – Nel rispetto dei diritti delle persone indagate, da ritenersi presunte innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento, indagini preliminari, fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile, ed al fine di assicurare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.
Un quadro di vessazioni abituali e reiterate, fatto di prevaricazioni e sopraffazione psicologica, avrebbe segnato la relazione con la compagna. Per l’uomo è scattato il fermo eseguito dalla Squadra Mobile; successivamente è stata disposta la custodia cautelare in carcere. La Squadra Mobile di Fermo ha eseguito, a Porto San Giorgio, il fermo di un uomo indagato per il reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi, previsto dall’art. 572, commi 1 e 2, del codice penale.
L’attività investigativa avrebbe consentito di ricostruire una situazione caratterizzata da condotte abituali, reiterate e sistematiche che l’uomo avrebbe posto in essere nei confronti della compagna, sottoponendola a un regime di sopraffazione psicologica e prevaricazione. Gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno portato la Squadra Mobile a procedere al fermo dell’uomo. Successivamente, l’autorità giudiziaria ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare della custodia in carcere.
L’intervento si inserisce nell’attività di contrasto alla violenza domestica, una forma di violenza che non si manifesta necessariamente attraverso aggressioni fisiche, ma può consumarsi anche mediante umiliazioni, intimidazioni e condotte psicologicamente oppressive reiterate nel tempo.
