STORIE DI VALORE – Dalle radici familiari di LO.VI. S.S. Formazione s.r.l.-Istruzione e Formazione ai percorsi per giovani e aziende: un’idea di educazione che mette al centro competenze, opportunità e crescita personale.
Il futuro di una comunità passa anche dalla capacità di investire nella conoscenza. È da questa convinzione che prende forma la storia raccontata a Manews – Storie di Valore dall’ingegnere Salvatore Iorio, docente, imprenditore e cofondatore di LO.VI.S.S. Formazione. Un’esperienza che intreccia tradizione scolastica, servizi educativi, aggiornamento professionale e nuove tecnologie, con uno sguardo rivolto soprattutto ai giovani e al tessuto produttivo marchigiano.
Per Iorio, la parola “formazione” non basta a descrivere l’obiettivo. Preferisce parlare di «educazione»: non soltanto acquisire una competenza per svolgere un compito, ma sviluppare un modo di pensare e di agire, utile in ambiti differenti della vita. Anche il nome LO.VI. S.S. custodisce una dimensione personale: richiama i nomi dei componenti della sua famiglia, a partire dai figli Lorenzo e Vittoria.
La scuola è una storia di famiglia. Iorio ricorda nonni impegnati nell’insegnamento e nella dirigenza scolastica e un padre professore, attivo nello sviluppo dell’istruzione privata nelle Marche. Da questa eredità nasce la volontà di ampliare il raggio d’azione: dalla scuola paritaria alla formazione professionale, dai percorsi universitari alle certificazioni linguistiche e informatiche.
Secondo quanto illustrato dall’imprenditore, LO.VI. S.S. Formazione è accreditata presso la Regione Marche per la formazione professionale, collabora con università telematiche e realtà della mediazione linguistica e offre accesso a oltre 67 corsi di laurea. Tra le attività citate figurano anche percorsi di lingua italiana per stranieri, certificazioni e opportunità di studio all’estero, comprese iniziative formative e sportive a Malta.
Un capitolo centrale dell’intervista riguarda le imprese. LO.VI. S.S. propone formazione e consulenza aziendale, supporto nei passaggi generazionali, valutazioni attitudinali e percorsi per rafforzare le competenze dei lavoratori. Iorio richiama in particolare le opportunità offerte dai fondi interprofessionali, che possono finanziare o cofinanziare attività formative secondo le regole e i requisiti previsti dai singoli fondi.
«Il marchigiano, soprattutto nel Fermano, è un lavoratore», osserva Iorio, sottolineando come nelle imprese familiari il tempo per informarsi sulle agevolazioni sia spesso limitato. Per questo attribuisce un ruolo decisivo ai consulenti, chiamati ad accompagnare gli imprenditori nell’individuazione degli strumenti disponibili. Dalla sicurezza sul lavoro all’inglese, dal marketing alle competenze relazionali, la formazione può diventare un investimento accessibile e continuativo.
Ma il risultato che più lo emoziona non è un numero. Sono i messaggi dei genitori che, anche a distanza di anni, raccontano di figli tornati a credere in sé stessi, iscritti all’università, diventati professionisti o capaci di avviare un’attività. «La cultura non è mai fine a sé stessa», afferma: il sapere, nella sua visione, produce autonomia, fiducia e nuove possibilità.
La trasformazione digitale ha modificato anche il modo di apprendere. La pandemia ha accelerato la diffusione della formazione a distanza, ma per Iorio l’innovazione richiede rigore. Cita la piattaforma interna, che definisce scherzosamente «il Netflix della scuola», descrivendo strumenti di monitoraggio della fruizione e verifiche durante le lezioni per favorire una partecipazione effettiva.
Lo stesso principio vale per l’intelligenza artificiale, già utilizzata dall’organizzazione in alcune attività e oggetto di percorsi formativi. Non basta disporre di strumenti avanzati: occorre conoscerli, comprenderne limiti e opportunità e imparare a formulare richieste efficaci. La tecnologia, sostiene Iorio, può accompagnare l’evoluzione del lavoro se sostenuta dallo studio.
In chiusura, l’imprenditore rivolge un invito ai figli, ai collaboratori e ai giovani: non avere paura di osare, purché lo si faccia con consapevolezza. Essere intraprendenti significa prepararsi, studiare e sapere dove si vuole andare. È questo il filo conduttore della sua storia: formarsi per non fermarsi, trasformando la conoscenza in una possibilità concreta per sé e per il territorio.
di Manuela Cermignani
