SANT’ELPIDIO A MARE – Un tuffo nel mondo del rock con la band 3 O’Clock formata da Arnaldo Rosati (al basso), Federico Cittadini (alla chitarra), Federico Zuccaccia (alla batteria) e Marco Amaolo, la voce del gruppo e originario di Casette d’Ete.
Ragazzi, come è nata la vostra band?
La nostra band è nata nel 2008 attraverso un annuncio. All’inizio era un duo con Federico Cittadini e Marco e ci siamo trovati subito con un’intesa simbiotica. Abbiamo fatto una scaletta acustica dedicata al blues e poi, attraverso anni e anni di live, si sono aggiunti gli altri nel 2016. La cosa interessante è stato il passaggio al discorso degli inediti che abbiamo fatto un paio di anni fa. Le cover sono belle però il fatto di suonare musica propria e vedere che la gente apprezza è una soddisfazione grande.
Dopo anni di esibizioni in giro per le Marche, lo scorso settembre avete fatto il grande salto partecipando a Sanremo Rock con la canzone On your own. Come è stato il vostro percorso per arrivare sul palco più importante d’Italia per un musicista e che esperienza è stata?
Il percorso di Sanremo è venuto un po’ casualmente perché abbiamo provato a fare qualche concorso nazionale e c’è stata una crescita attraverso le vari fasi fino ad arrivare alla finale. Siamo stati a Livorno, all’Hard Rock a Firenze, tutti posti di livello con band in concorso di qualità. Vedere che siamo riusciti ad andare avanti è stata una bella soddisfazione. Un’esperienza importante che ha fatto crescere la band in autostima e ci siamo divertiti moltissimo. Siamo stati due giorni a Sanremo, abbiamo respirato l’aria sanremese ed è stata un’esperienza eccezionale.
Siete presenti su Spotify. Ad agosto è uscito l’ultimo singolo New Religion. Volete parlarcene?
New Religion parla della ‘nuova religione’, ovvero i social media che ci hanno assorbito. Il testo l’ho incentrato su quel tema, lo stile musicale è un po’ anni ’90, alternativo, con un tocco di classic rock.
Parlavamo prima della vostra crescita che vi ha portato a Sanremo ma un ulteriore step lo avete fatto entrando nella famiglia della Sorry Mom. Una collaborazione con una delle più importanti agenzie di management musicale. Questo cosa vuol dire?
Per noi vuol dire un altro step di crescita della band. Arrivare ad aver firmato con la Sorry Mom è una cosa che fino a qualche tempo fa non avremmo mai pensato di fare. Non è un punto di arrivo ma un punto di ripartenza, quindi grazie Sorry Mom che hai creduto in noi. Speriamo che ci daranno l’opportunità di portare in giro la nostra musica in palchi differenti rispetto a quelli marchigiani e ampliare gli orizzonti. Le prospettive sono tante, senza però tralasciare la scrittura.
