Le Parole della Montagna chiude l’edizione dei record: cultura, emozioni e partecipazione protagoniste del festival

SMERILLO – Un’edizione da record che lascia un segno profondo nel cuore del pubblico. Si è chiusa tra lunghi applausi e un’affluenza straordinaria la diciassettesima edizione de “Le Parole della Montagna”, il festival culturale che ogni anno trasforma l’incantevole borgo di Smerillo in una dimora dell’anima e del pensiero. Il Festival si conferma così appuntamento d’eccellenza nel panorama culturale, capace di unire qualità culturale, partecipazione, comunità e amore per il territorio.

In un’atmosfera intima e suggestiva, sospesa tra le rocce e i boschi dei Monti Sibillini, la parola guida di quest’anno – SOC-CÓR-SO – si è rivelata molto più di un tema: è diventata un’esperienza collettiva, una lente
d’ingrandimento sulle fragilità e sulle forze dell’essere umano. Dalla cura di sé all’altruismo radicale, il festival ha dimostrato come la cultura, l’ascolto e l’empatia siano le uniche vere bussole capaci di orientarci nel presente.

«Il soccorso non è un semplice gesto d’emergenza, né tanto meno può essere un atto di superiorità sull’altro, ma un filo invisibile che contraddistingue la specie umana e unisce la dignità sociale e il bisogno profondo di cura reciproca. A Smerillo abbiamo riscoperto il valore dell’altro e l’importanza di fermarsi ad ascoltare il grido di aiuto altrui» dichiara la Direttrice Artistica Simonetta Paradisi.

Dopo un’anteprima a Monte San Martino e un’escursione a Spelogna di Arquata del Tronto con un concerto a sorpresa nel bosco, suonato da un’intera orchestra, il Festival si è spostato a Smerillo.

Un viaggio emotivo tra i protagonisti
I tanti appuntamenti in programma hanno ricamato una trama ricca di suggestioni unendo piazze gremite ed emozioni intense. Dalle evidenze paleoantropologiche di Giorgio Manzi che ha ricordato come l’evoluzione umana sia nata dalla cooperazione e non dalla sopraffazione, all’accorato e urgente grido d’allarme di Stefano Vicari sull’emergenza giovanile e la salute mentale, il festival ha toccato i nodi scoperti della contemporaneità.

I momenti di più alta carica emotiva hanno visto protagonista l’alpinista Simone Moro che ha incantato il pubblico raccontando la solidarietà estrema sulle vette più alte del mondo, dimostrando che «sulle grandi montagne quello che conta davvero è l’altro».
Riflessioni di profondo spessore etico sono giunte da Francesca Rigotti sull’etica del limite nell’aiuto autentico, da Guido Castelli sulla dignità e la coesione sociale della nostra Costituzione e da Don Vinicio Albanesi, che nel 60° della Comunità di Capodarco ha celebrato l’arte dell’accoglienza contro ogni forma di assistenzialismo.

Non sono mancati i momenti di pura poesia e liberazione emotiva: l’Agorà Poetica nel bosco con Filippo Davoli, Nicola Bultrini, Franca Mancinelli e Claudio Damiani, la lectio tra mito e psicologia di Cesare Catà, la palestra empatica della letteratura raccontata da John McCourt e Filippo La Porta, fino alla potente “Death Education” esplorata da Ines Testoni e Davide Sisto. A sigillare l’armonia tra corpo, mente e natura sono stati i laboratori di respirazione e yoga curati da Andrea Bianchi e Antonella Degasperi, la performance artistica di Cecilia Casadei e Federica Amichetti e il suggestivo Cammino dei Cappuccini.

Il culmine emozionale della manifestazione si è raggiunto nella serata di sabato evento con Simone Cristicchi e Davide Rondoni: una piazza stracolma si è lasciata trasportare da un dialogo poetico e musicale di rara intensità che ha consacrato la gentilezza come forma suprema di soccorso e salvezza per l’uomo.

Nella filosofia del Festival sono tanti e fondamentali i momenti di convivilità durante i quali, fra un aperitivo offerto dallo Staff e una cena consumata insieme, si intessono relazioni e nascono amicizie, anche con i relatori.

Il Festival “Le Parole della Montagna” è stato possibile grazie al Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016, il BIM Tronto, i Comuni di Smerillo, Monte San Martino, Arquata del Tronto, Fondazione Marche Cultura, Banca di Credito Cooperativo del Piceno, Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, Club Alpino Italiano Marche e CAI sezione di Amandola.
L’ossatura del festival si poggia inoltre sul rinnovo di sodalizi storici e collaborazioni di altissimo livello scientifico come nel caso della prestigiosa partnership con l’Università di Macerata e la Fondazione Marche Cultura.