Il coraggio di Ada Natali, UDI Marche Sud al Museo della prima sindaca d’Italia

MASSA FERMANA – Il coraggio di una donna che, in un’epoca in cui la presenza femminile nelle istituzioni era tutt’altro che scontata, scelse di assumere responsabilità pubbliche e di dedicarsi alla propria comunità. È questo uno degli aspetti che più hanno colpito UDI Marche Sud durante la visita al Museo dedicato ad Ada Natali, a Massa Fermana, prima sindaca d’Italia e parlamentare.

Il Museo raccoglie documenti e testimonianze dell’impegno amministrativo e parlamentare della sua concittadina e rappresenta oggi un importante luogo di memoria, conoscenza e riflessione sulla storia delle donne nella vita pubblica del nostro Paese.

UDI Marche Sud rivolge un sincero ringraziamento al sindaco Gilberto Caraceni per aver voluto e sostenuto la realizzazione di questo spazio, riconoscendone il valore culturale e civile. Un ringraziamento particolare va inoltre a tutte le persone che hanno contribuito alla nascita del Museo e, in particolare, a Elisa Morresi e Patrizia Tirabasso, che hanno accompagnato la visita come guide volontarie, condividendo con passione documenti, conoscenze e testimonianze.

«Il coraggio di Ada Natali è una parola che sentiamo particolarmente vicina – dichiara Sonia Capeci, Referente territoriale di UDI Marche Sud –. Il suo percorso ci ricorda che la presenza delle donne nella vita pubblica non è stata un fatto scontato, ma il risultato di scelte, responsabilità e anche di coraggio. Conservare questa memoria significa riconoscere il valore di chi ha aperto strade e, nello stesso tempo, assumerci la responsabilità di continuare ad aprirne di nuove».

Per UDI, infatti, la memoria non è soltanto conservazione del passato, ma uno strumento per interrogare il presente. La storia di Ada Natali può parlare alle nuove generazioni e contribuire a mantenere viva la consapevolezza del percorso compiuto dalle donne per conquistare spazi di partecipazione, autonomia e rappresentanza.

È in questa prospettiva che si inserisce anche l’impegno di UDI Marche Sud come portatrice sul territorio della mostra Anche la cancellazione è violenza, progetto del Collettivo femminista catanese RivoltaPagina, che nasce dalla volontà di interrogare la cancellazione delle donne dalla memoria e dalla rappresentazione pubblica e di restituire visibilità a esistenze, contributi e protagonismi femminili troppo spesso rimossi o marginalizzati.

La visita al Museo Ada Natali diventa così parte di un percorso più ampio: custodire la memoria, contrastare la cancellazione e costruire nuove narrazioni delle donne.

In questo percorso si collocano anche i prossimi progetti di UDI Marche Sud, tra cui laboratori femministi di scrittura creativa, pensati come spazi di incontro, parola, narrazione e auto-narrazione. Laboratori nei quali la scrittura possa diventare uno strumento per riportare alla luce le storie di donne cancellate dalla storia, rimaste ai margini delle narrazioni ufficiali o semplicemente mai raccontate, ma anche per riscoprire le vicende delle donne delle proprie famiglie che, attraverso percorsi spesso silenziosi e non riconosciuti, hanno conquistato autonomia, istruzione, lavoro, libertà e possibilità di scelta.

Raccontare queste esperienze significa dare valore anche a quelle forme quotidiane di emancipazione che raramente entrano nei libri di storia: le decisioni prese contro le aspettative sociali, il lavoro conquistato, la scelta di studiare, di partire, di partecipare alla vita politica e sociale, di crescere altre donne e altre generazioni.

«Vogliamo partire anche dalle parole – conclude Capeci – perché avere voce, poter raccontare la propria esperienza e trovare insieme nuove parole per nominare la realtà è una pratica di libertà. Il coraggio di Ada Natali appartiene alla storia, ma può ancora insegnarci qualcosa sul presente: che la partecipazione si costruisce mettendosi in gioco e che ogni generazione di donne può contribuire ad aprire nuove strade. Anche recuperare la storia di una nonna, di una madre, di una zia o di una donna del proprio territorio può diventare un gesto politico: significa riconoscere valore a vite che hanno contribuito all’emancipazione femminile, anche quando non sono state riconosciute come tali».

UDI Marche Sud invita le donne a rivelare tutta la forza e l’attualità del femminismo: non come una teoria astratta, ma come una pratica quotidiana di libertà. Riconoscersi in una storia collettiva ci dà la misura di quanto il pensiero femminista sia ancora indispensabile per decostruire gli stereotipi, rivendicare diritti mai del tutto acquisiti e costruire una società davvero equa, dove ogni donna possa scegliere e agire liberamente.

Per conoscere e partecipare alle prossime attività e ai laboratori si invita a prendere contatto con il presidio territoriale.

Per informazioni e adesioni:
udi.marchesud@gmail.com