MONTEGRANARO – Abbiamo intervistato il cantautore montegranarese Lorenzo Sbarbati.
È uscito pochi pochi giorni fa il tuo singolo ‘Leggero’. Quali quali tematiche tratta?
Come dice il titolo è una canzone sulla leggerezza, quella che è un po’ la mia idea di leggerezza, che è una leggerezza che come mi hanno fatto notare anche diverse persone che hanno ascoltato la canzone è una leggerezza un po’ pesante, nel senso che la canzone ha come fine quello di restituire leggerezza, ma leggerezza credo che sia qualcosa che si raggiunga anche attraverso la pesantezza e anche attraverso il pensiero. Quindi mi rifaccio un po’ a Calvino e dico che esiste una leggerezza della pensosità e una leggerezza della frivolezza. Quella di Leggero credo che sia una leggerezza della pensosità e quindi che ha a che fare con il pensiero, che ha a che fare con delle consapevolezze che dovrebbero crescere nel corso della vita e invece sembrano diminuire andando avanti con gli anni e ti lasciano insomma senza troppa terra sotto i piedi. Ma comunque alla fine si riesce a trovare una dimensione di leggerezza anche in questo.
Uscito il singolo Leggero abbiamo detto, mentre prossimo all’uscita del nuovo album. Cosa dobbiamo aspettarci?
Stiamo lavorando già con il mio produttore Ivan Amatucci e con i miei musicisti al successivo EP che sarà sempre di sei canzoni e diciamo che non posso dire tanto perché siamo ancora al lavoro. Credo che anche questo secondo EP sarà seguito come questo che è appena uscito da un libriccino e credo che in generale abbiamo messo a fuoco la tematica che sarà un po’ in continuo del tema di rivoluzione originale e andrà ad approfondire alcune questioni nello specifico. Sono canzoni che rivelano un po’ più quello che è il mio rapporto con la filosofia, quello che è il mio rapporto intimo con la lettura, quello che è un po’ il mondo da cui provengo che non è solo quello musicale ma è anche quello filosofico dell’insegnamento e quindi forse si va più verso quel tipo di terreno.
Hai accennato di questo libriccino che è una cosa particolare.
Il libriccino si chiamerà ‘Rivoluzione originale: dare spazio al tempo’ e il tema è proprio di dare spazio al tempo nel senso di recuperare la durata. In una società dove siamo sempre tanto di corsa, dove ci sembra che più cose facciamo e più riusciamo ad allargare la durata del tempo, in realtà succede in maniera proporzionale l’opposto perché il tempo si restringe, non dura di più e quindi andando avanti con questa velocità non riusciamo a fruire di un tempo bello, ‘un tempo profumato’ per citare un autore che si chiama Byung Chul Han, che sarà uno dei autori più citatiall’interno di questo libriccino. Un libriccino che è a metà tra il saggio filosofico, un po’ romanzato, un po’ autobiografico, è un ibrido, un esperimento che adesso vedremo se piacerà e racconterà il filo rosso delle canzoni dell’album. È stata una mia idea, poi sia il produttore che i miei musicisti hanno appoggiato e unisce credo la mia natura che è duplice, quella di insegnante e di cantautore, quindi è sempre stato per me bello l’idea di unire queste due cose che fanno parte di me e il libro mi sembrava una cosa che potesse dare aiuto a questa mia volontà.
Ecco appunto, volevo approfondire questo tema, il fatto che sei un cantautore ma anche un insegnante di filosofia. Quanta filosofia c’è nelle tue canzoni?
Tanta, nel senso che è proprio quello il mondo da cui provengo. Poi ci sono gli ascolti musicali, tutta la grande stagione del cantautorato da De Andrè a Battiato, però chiaramente dall’altro lato la filosofia ha sempre rivestito per me un aspetto fondamentale della ricerca musicale. È a tutti gli effetti parte della mia ricerca musicale, quella filosofica, non so dove finisca una e dove inizia l’altra, però ho cercato di trovare una sintesi, soprattutto in quest’ultimo lavoro proprio perché credo che possano stare insieme, anzi debbano essere in qualche modo pensate insieme, perché poi uno quando pensa a filosofia se magari non conosce molto che cos’è la filosofia, perché non è una disciplina. La filosofia è un atteggiamento nei confronti della vita, del mondo, del pensiero e quindi secondo me chi scrive canzoni, chi vuole avere cose da dire che possano risultare quantomeno interessanti per la vita di qualcun altro, deve farsi due domande da filosofo, perché altrimenti si rischia di finire in quella frivolezza che dicevo all’inizio.
