MONTELPARO- La prima donna medico condotto delle Marche ha iniziato da Montelparo, ed è qui che è tornata. Giovedì 20 agosto è stata infatti inaugurata la mostra dedicata alla dottoressa Ginevra Corinaldesi, arrivata a Montelparo dopo essere stata ospitata alla Biblioteca civica Romolo Spezioli di Fermo lo scorso giugno.
Non si tratta di un paese qualsiasi: perché è proprio a Montelparo che la dottoressa Corinaldesi, laurea in medicina a Pisa nel 1929, è diventata la prima medico condotto delle Marche. Donna forte e volitiva, dopo l’abilitazione alla professione, è proprio da questo paese dell’entroterra fermano che scrisse direttamente al Duce, ottenendo così l’incarico definitivo di medico condotto. Una donna che, con grande sacrificio, fece della propria emancipazione un punto fermo, riuscendo a costruire legami sociali e comunitari con ogni persona incontrata sul proprio cammino.
Inizialmente accolta con diffidenza, la Corinaldesi divenne poi figura centrale per l’intera collettività, di cui rimase al servizio per vent’anni.
La mostra ospitata a Montelparo ripercorre la vita della Corinaldesi attraverso i documenti dell’epoca, foto, i premi ricevuti, selezionati dalla nipote Carla Chiaramoni, giornalista e scrittrice. Ad aprire la mostra, insieme a un’emozionata Carla Chiaramoni, la docente in Storia della Medicina presso l’Univpm (Università Politecnica delle Marche) Vanessa Sabbatini.
Ma quando si parla di Montelparo, i documenti non possono che lasciare spazio al ricordo: è lì che le testimonianze diventano racconti, nell’immagine ancora viva di questa donna d’altri tempi che è stata madre non solo dei suoi sei figli, quanto di un intero paese. Al punto che molti montelparesi vennero chiamati con gli stessi nomi di quei sei ragazzini, tanto era l’amore e la riconoscenza delle persone nei confronti della loro mamma.
Quasi 22 chilometri quadrati di territorio, le tante difficoltà di raggiungere le case in una campagna ricoperta di neve fino a marzo inoltrato, le morti infantili, il supporto alle ragazze con gravidanze indesiderate, le cure a un soldato tedesco durante la guerra, il tentativo di insegnare i rudimenti di primo soccorso ai cittadini: alle testimonianze esposte nelle mostra, si sono aggiunti i contributi dei presenti che, in alcuni casi, dalla Corinaldesi erano stati fatti anche nascere.
Un’eredità, quella della dottoressa Ginevra Corinaldesi, che va oltre il semplice ruolo e la professione di medico.
Nata a Serra San Quirico il 2 aprile 1904, Ginevra Corinaldesi morì a Fermo il 28 gennaio 1997; il 22 giugno 1967 le fu conferita l’onorificenza di Cavaliere dall’allora Presidente della Repubblica Saragat. Tra i riconoscimenti ottenuti, il Premio “Creare donna”, il “Premio della Bontà” e il “Premio Plauso”, mentre nel 2017 le è stata intitolata una sala all’interno del Comune di Fermo.
La mostra sarà visitabile il venerdì, sabato e domenica dalle ore 17 alle ore 19,30 fino al 6 settembre 2026.






Credits foto: Giuseppe Mariucci
