FERMO – Una parte delle risorse ricavate dall’operazione Solgas-Astea dovrebbe essere reinvestita in progetti energetici per la città, anziché finire semplicemente a copertura delle spese correnti. È questa la posizione del gruppo consiliare La Città che Vogliamo, che torna sulla vicenda della cessione delle quote e respinge le accuse del sindaco Alberto Maria Scarfini, secondo cui la minoranza non avrebbe avanzato proposte alternative.
Il gruppo rivendica quanto portato in Consiglio comunale dal capogruppo Nicola Pascucci, che ha suggerito di vincolare almeno il 30% degli introiti dell’operazione a interventi per la transizione energetica. Tra le priorità indicate figurano la realizzazione di Comunità energetiche rinnovabili, nuovi impianti fotovoltaici e sistemi di autoproduzione, oltre a lavori per migliorare l’efficienza energetica degli immobili comunali.
Secondo La Città che Vogliamo, investimenti di questo tipo permetterebbero di costruire una strategia di lungo periodo, con l’obiettivo di ridurre i consumi e alleggerire i costi energetici per l’amministrazione e i cittadini.
«Non ci siamo limitati a dire no: abbiamo detto cosa avremmo fatto», sostiene il gruppo, che accusa la maggioranza di non aver dato adeguato spazio al confronto e alle proposte avanzate dall’opposizione.
I dubbi sulle modalità della cessione
Nel comunicato vengono sollevate perplessità anche sulle procedure seguite per l’operazione. Il consigliere Andrea Morroni, riferisce il gruppo, ha chiesto chiarimenti sulla documentazione, sostenendo che alcuni atti sarebbero stati modificati in sede notarile rispetto alla delibera consiliare. Una circostanza che, secondo l’opposizione, merita verifiche e spiegazioni.
Morroni avrebbe inoltre posto la questione delle modalità di vendita della partecipazione: perché, domanda il consigliere, non valutare una cessione attraverso il libero mercato, con una procedura aperta e trasparente? Il gruppo si interroga anche sull’eventualità che il valore delle quote possa essere superiore ai circa 5 milioni di euro indicati nell’operazione con Astea.
Si tratta di dubbi e valutazioni espressi dalla minoranza, che chiede maggiore chiarezza sul percorso seguito e sulle condizioni economiche della cessione.
«Non basta fare cassa»
Il nodo politico, per La Città che Vogliamo, riguarda soprattutto la destinazione delle risorse. Se il ricavato dovesse essere utilizzato esclusivamente per sostenere il bilancio comunale e finanziare la spesa corrente, sostiene il gruppo, mancherebbe una visione strategica sul futuro energetico di Fermo.
«Vendere Solgas e utilizzare le risorse per la spesa corrente non è una politica energetica», è la posizione espressa nel comunicato, che chiede all’amministrazione di chiarire quali investimenti intenda programmare per la città.
La nota si conclude con un nuovo attacco al sindaco Scarfini e alla giunta, accusati di non aver delineato un progetto energetico organico e di aver lasciato poco spazio al confronto con l’opposizione. Il gruppo richiama anche il cosiddetto «metodo Girfalco», indicandolo come un precedente di scarsa disponibilità all’ascolto delle minoranze.
La Città che Vogliamo, con il capogruppo Nicola Pascucci e il consigliere Andrea Morroni, ribadisce quindi la richiesta di legare l’operazione Solgas-Astea a un piano concreto di investimenti energetici, accompagnato da maggiore trasparenza sulle procedure e sulla destinazione delle risorse.
