Fermo, il sindaco Scarfini: “Continuità, innovazione e più ascolto ai cittadini”

FERMO – Prosegue il viaggio di MaNews nei comuni del territorio per dare voce ai sindaci e raccontare le sfide delle amministrazioni locali. Questa volta tappa a Fermo, città capoluogo, dove il direttore Matteo Malaspina ha incontrato il neo sindaco Alberto Maria Scarfini, eletto al primo turno con quasi il 53% dei voti.

Sindaco, la sua elezione ha rappresentato una forte investitura popolare e la continuità con l’amministrazione precedente. Quale sarà però il tratto distintivo del suo mandato?

«In campagna elettorale abbiamo lavorato molto sul comunicare quello che volevamo fare: partire da dove eravamo arrivati. C’è quindi una chiara continuità con la programmazione avviata dalla precedente amministrazione, ma a questa si aggiunge la volontà di innovare. L’innovazione passa innanzitutto dalle persone: c’è un sindaco diverso, ci sono assessori diversi, ci sarà anche un diverso modo di organizzare il rapporto con i cittadini. Non bisogna cercare per forza una distinzione netta: ciò che è stato fatto bene va mantenuto. Il nostro tratto distintivo sarà migliorare ciò che poteva essere fatto meglio, con umiltà e concretezza».

In campagna elettorale ha parlato molto di “fermanità”. Cosa significa concretamente amministrare partendo da questo concetto?

«È un concetto che nasce nel 2015, quando un gruppo di ragazzi sentì la necessità di accorciare la distanza tra cittadini e amministrazione. L’idea era quella di rendere più semplice e diretto il rapporto con il Comune, dando ai cittadini la possibilità di proporre idee e sentirsi parte attiva della vita amministrativa. La fermanità significa questo: rafforzare l’identità della città, valorizzarne la storia, le tradizioni e allo stesso tempo guardare al futuro con uno spirito di comunità».

Dopo anni da assessore al bilancio e allo sport, oggi da sindaco qual è la prima urgenza che intende affrontare?

«Ci sono tappe fondamentali che dobbiamo rispettare, in particolare quelle legate al PNRR, con scadenze precise fino al 31 dicembre 2026. Su questo non ci sono alternative. Abbiamo già avviato diversi interventi importanti: penso alla scuola Leonardo Da Vinci, che consentirà agli studenti di rientrare nella sede entro l’anno scolastico 2028-2029. Poi ci sono tanti altri cantieri da seguire: il Palazzo Comunale, Fontevecchia, l’Auditorium San Martino e la prossima apertura dell’ascensore che darà un nuovo impulso alla risalita verso la parte sud della città».

Molti progetti riguardano anche l’abitare e la riqualificazione urbana. Quali sono le priorità?

«Tra gli interventi più importanti ci sono quelli su Palazzo Trevisani e il progetto PinQua, che servirà a creare nuovi alloggi. Fermo ha bisogno di più abitazioni per permettere a chi già lavora qui di poter anche vivere qui. È una questione strategica per il futuro della città. In generale, abbiamo tantissimi lavori pubblici che richiedono attenzione immediata e una stretta collaborazione tra amministrazione, uffici e dirigenti».

Una domanda più personale: l’abbiamo vista festeggiare l’elezione insieme alla sua famiglia. Cosa le hanno detto in quel momento?

«In quella lunga serata del 25 maggio, più che le parole sono stati gli sguardi a raccontare tutto. C’è stata una grande emozione, una grande gioia. Nei loro occhi ho visto orgoglio, e questo mi ha colpito profondamente. Ci siamo anche commossi pensando a mio padre, che non c’era fisicamente, ma che sentivamo presente in quel momento. Sono certo che sarebbe stato felice di questo risultato»

Con continuità amministrativa, attenzione ai grandi cantieri e un forte richiamo all’identità cittadina, Alberto Maria Scarfini apre così il suo mandato alla guida di Fermo, con l’obiettivo di coniugare tradizione e innovazione.