FERMO – Per le piccole imprese fermane il 2 luglio ha rappresentato simbolicamente il Tax Free Day, il giorno dell’anno in cui si conclude il periodo dedicato esclusivamente al pagamento di imposte e contributi e dal quale l’imprenditore inizia finalmente a lavorare per sé, per la propria famiglia e lo sviluppo dell’azienda. Per Fermo si tratta di un dato incoraggiante: il capoluogo si colloca infatti al 15° posto della graduatoria nazionale, confermandosi tra le realtà più competitive del Paese sotto il profilo fiscale, testimoniando un livello di imposizione inferiore rispetto alla media di molti altri comuni italiani.
“Il risultato dell’Osservatorio CNA è certamente positivo, ma il dato di fondo continua a dirci che oltre la metà del reddito prodotto da una piccola impresa viene assorbito dal sistema fiscale e contributivo. È una pressione che limita investimenti, innovazione, capacità di assumere e, in definitiva, la competitività del nostro tessuto produttivo“, commenta il Presidente CNA Fermo, Emiliano Tomassini. L’impresa tipo presa a riferimento dall’Osservatorio destina il 50,4% del proprio reddito complessivo al pagamento di tasse e contributi. In termini concreti significa che, nell’arco dell’anno, sono necessari 192 giorni di lavoro per assolvere gli obblighi fiscali e contributivi, mentre 173 giorni restano a disposizione dell’imprenditore.

Se da una parte è necessario proseguire sulla strada della riduzione della pressione fiscale, dall’altra servono interventi strutturali per aumentare l’offerta di alloggi a canoni sostenibili, favorire il recupero del patrimonio immobiliare inutilizzato e sostenere la rigenerazione urbana. Casa, lavoro e impresa sono oggi tre facce della stessa sfida: ridurre il costo complessivo che grava su chi produce, investe e crea occupazione nel territorio. “Le micro e piccole imprese rappresentano l’ossatura del sistema economico italiano. Servono una fiscalità più semplice, stabile ed equa e misure che incentivino chi investe, crea occupazione e reinveste gli utili in azienda. Ridurre la pressione fiscale non significa fare un favore agli imprenditori, ma rafforzare la capacità competitiva del nostro territorio e sostenere crescita, lavoro e sviluppo“, concludono i vertici CNA Fermo.
