Falerone, Altini: «Oltre 115 progetti per il territorio. Puntiamo su scuola e cultura»

FALERONE – La gestione delle criticità scolastiche, il recupero del patrimonio storico e archeologico, la manutenzione del territorio e il contrasto al degrado del centro storico. Sono numerosi i fronti su cui è impegnata l’amministrazione comunale di Falerone, guidata dal sindaco Armando Altini, che nell’intervista a MaNews ha fatto il punto sui principali interventi in corso e sulle prospettive del paese.

Un lavoro che si confronta con le conseguenze del terremoto del 2016, con le difficoltà economiche tipiche dei piccoli Comuni e con la necessità di mantenere servizi adeguati ai cittadini. «Abbiamo oltre 115 progetti tra quelli che stiamo concludendo, quelli in corso e quelli da fare», sottolinea il primo cittadino.

Tra le questioni più urgenti c’è quella relativa alla scuola secondaria di primo grado di Piane di Falerone, dove gli studenti sono stati temporaneamente trasferiti per consentire gli interventi sugli impianti di riscaldamento e raffrescamento. L’edificio era stato realizzato dopo il terremoto del 2016, che aveva provocato gravi danni alla precedente sede scolastica nel centro storico, rendendo necessario il trasferimento delle attività didattiche in una zona considerata più sicura dal punto di vista sismico.

Secondo quanto riferito da Altini, già dal dicembre dello scorso anno erano emerse criticità nel funzionamento degli impianti. Il Comune avrebbe quindi inviato più di cinque comunicazioni alla struttura commissariale e all’impresa esecutrice, segnalando anche infiltrazioni d’acqua lungo le pareti perimetrali. Dopo i sopralluoghi e in assenza di un intervento risolutivo, l’amministrazione ha deciso di affidare a un tecnico la progettazione di una nuova soluzione impiantistica. «Abbiamo realizzato un bypass a soffitto, lasciando intatte le tubazioni sotto la pavimentazione per consentire eventuali verifiche tecniche e giudiziarie», spiega il sindaco.

I lavori sono stati programmati con una durata contrattuale di 60 giorni, salvo imprevisti. Il trasferimento degli alunni si è reso necessario per evitare che le attività scolastiche proseguissero in presenza di rumori, polvere e lavorazioni potenzialmente incompatibili con la didattica. Altini riconosce i disagi per studenti, insegnanti e famiglie, ma richiama anche le difficoltà affrontate dalla comunità dopo il sisma. «Stiamo cercando di sistemare gli impianti senza creare troppe problematiche ai bambini, ai professori e alle famiglie», afferma, evidenziando come il Comune si sia trovato a gestire una situazione che, a suo giudizio, avrebbe richiesto un intervento più tempestivo da parte dei soggetti responsabili.

Un altro intervento strategico riguarda il recupero del complesso dell’ex convento francescano, che comprende la chiesa di San Fortunato, il campanile e il museo archeologico. L’amministrazione ha ottenuto finanziamenti attraverso diversi canali, tra cui le risorse destinate alla ricostruzione post-sisma e i bandi della Presidenza del Consiglio dei ministri finanziati con l’otto per mille dell’Irpef. Alcuni lavori sono già stati eseguiti, mentre per altri sono in corso le procedure necessarie all’affidamento.

Gli interventi riguarderanno principalmente la chiesa e il campanile, mentre sul museo archeologico sono previsti lavori di riparazione e consolidamento, con ulteriori opere strutturali finanziate attraverso il programma dell’otto per mille. L’obiettivo finale è più ampio del semplice recupero degli edifici. Il Comune intende realizzare un polo museale capace di riunire il museo archeologico, la pinacoteca, il museo dei fossili e la biblioteca.

A rafforzare il progetto contribuirà anche il restauro di un grande mosaico di epoca romana, descritto dal sindaco come un reperto di dimensioni considerevoli, tra i 50 e i 60 metri, che dovrebbe trovare spazio in alcuni locali dell’ex scuola elementare. «Vogliamo creare un percorso sinergico con il Parco archeologico che si trova nella frazione Piane», spiega Altini. L’intenzione è costruire un itinerario che colleghi le testimonianze archeologiche sul territorio con il museo e gli altri spazi culturali del centro storico, offrendo ai visitatori un’esperienza più completa.

Le ambizioni dell’amministrazione guardano anche alla possibilità di proseguire le indagini archeologiche avviate negli ultimi anni. Secondo Altini, le ricognizioni effettuate hanno evidenziato ulteriori elementi di interesse sotto il terreno, che potrebbero meritare nuovi approfondimenti. «Abbiamo una città che si trova sottoterra e vorremmo portare avanti gli scavi», afferma il sindaco, indicando nella collaborazione con la Soprintendenza e con le università un passaggio fondamentale per proseguire il lavoro.

La valorizzazione del patrimonio archeologico viene considerata una possibile leva per il turismo e per l’economia locale. L’idea è mettere in rete i siti, gli edifici storici e le collezioni museali, creando un’offerta culturale capace di attrarre visitatori e dare nuova centralità al borgo. Un percorso che richiederà risorse, competenze e una programmazione condivisa, ma che per l’amministrazione rappresenta un’opportunità per valorizzare una delle principali ricchezze di Falerone.

Tra le problematiche affrontate dal Comune c’è anche il degrado igienico-sanitario segnalato da alcuni residenti del centro storico. Altini chiarisce che le criticità non riguarderebbero principalmente la pulizia delle strade, delle piazze e dei vicoli, quanto alcune situazioni legate alla gestione degli animali e alla manutenzione delle aree private. Il sindaco richiama, in particolare, il problema delle ciotole lasciate all’esterno per alimentare i gatti senza un’adeguata gestione delle aree circostanti, con il rischio di attirare altri animali e favorire condizioni poco igieniche.

L’amministrazione ha intensificato le operazioni di pulizia anche grazie a un contributo ottenuto attraverso un bando rivolto agli over 60, che ha permesso di coinvolgere alcune persone in attività utili alla comunità. Altini ricorda inoltre che il Comune ha stanziato risorse per sostenere la sterilizzazione di gatte e cagne e l’applicazione del microchip, con l’obiettivo di contenere il fenomeno del randagismo e favorire una gestione responsabile degli animali. «Quello che possiamo fare come amministrazione lo stiamo facendo, ma serve anche la collaborazione di chi abita nel centro storico», sottolinea il primo cittadino. Un richiamo che riguarda anche la cura delle aree verdi private, la cui manutenzione contribuisce al decoro complessivo del paese.

Nel tracciare un bilancio dell’attività amministrativa, Altini richiama le difficoltà che caratterizzano la gestione di un piccolo Comune. Falerone dispone di oltre 45 chilometri di strade da mantenere, oltre a dover garantire la cura del verde pubblico, la pulizia e i servizi sociali.

Il sindaco, al suo terzo mandato, rivendica la scelta di puntare sulla partecipazione ai bandi per finanziare gli interventi senza ricorrere a nuovi mutui. «Su dieci bandi, uno, due o tre riescono a dare un contributo, ma partecipare richiede un lavoro enorme», spiega, evidenziando la necessità di adattare i progetti alle esigenze specifiche del territorio. Attraverso i finanziamenti ottenuti, l’amministrazione afferma di aver sistemato oltre il 90% delle strade comunali, trasformando numerosi tratti da brecciati ad asfaltati, e di aver completato il passaggio dell’illuminazione pubblica dalle lampade al sodio alla tecnologia Led.

Altini sottolinea inoltre il lavoro svolto per risanare la situazione finanziaria dell’ente, mantenendo le imposte comunali al di sotto dei livelli massimi applicabili e contenendo, secondo quanto riferito, la tariffa dei rifiuti rispetto a quella di molti altri Comuni del Fermano. La preoccupazione riguarda soprattutto l’aumento delle spese correnti, in particolare quelle legate al sociale, a fronte di entrate che spesso rimangono stabili. Un equilibrio difficile da mantenere, che rende ancora più importante intercettare finanziamenti esterni per realizzare opere e servizi. «Se facciamo qualcosa arrivano le critiche, se non facciamo niente le critiche rimangono a zero», osserva il sindaco, ribadendo la volontà di portare avanti il programma amministrativo fino alla conclusione del mandato, che sarà l’ultimo per lui.

La priorità resta proseguire con gli interventi avviati, completare i progetti in corso e valorizzare le risorse storiche e culturali del territorio. Una sfida che, per Falerone, significa affrontare le criticità quotidiane senza perdere di vista le opportunità di sviluppo legate alla scuola, alla ricostruzione e al patrimonio archeologico.