PORTO SANT’ELPIDIO – Il sindaco di Porto Sant’Elpidio, Massimiliano Ciarpella, interviene sulla vicenda dell’ex Fim rispondendo alle critiche del Partito Democratico e rivendicando il lavoro svolto dall’amministrazione.
«Il Pd ci ricorda che i problemi complessi non si risolvono con gli slogan. Su questo concordo pienamente – afferma –. Non ho mai sostenuto che sbloccare una situazione ferma da quarant’anni sarebbe stato semplice o rapido. Ho però garantito impegno e determinazione, ed è quello che stiamo portando avanti ogni giorno».
Secondo il primo cittadino, il nodo centrale sarebbe stato affrontato con un approccio diverso rispetto al passato. «Chi ha governato per decenni – prosegue – continua a non comprendere, o forse finge di non farlo, che prima ancora di discutere di volumetrie era indispensabile mettere in campo una serie di attività preliminari che non erano mai state realizzate».
Ciarpella elenca quindi le azioni messe in atto negli ultimi tre anni: analisi ambientali dettagliate e campionamenti condivisi tra tutte le parti coinvolte, verifiche sul metodo di bonifica attraverso sabbiatura già autorizzato in precedenza e l’affidamento di uno studio tecnico a un soggetto terzo, l’Università di Bologna, per valutare la possibilità di recuperare la cosiddetta “Cattedrale” ex Fim.
«Gli esiti sono stati chiari – spiega –: è emerso un inquinamento diffuso sulle murature, la sabbiatura si è rivelata impraticabile e, allo stato attuale, non esiste una tecnica che consenta il recupero dell’immobile».
Da qui la decisione assunta nell’ultimo tavolo tecnico: «Abbiamo dato mandato alla proprietà di aggiornare il progetto di bonifica, prevedendo anche l’ipotesi di demolizione e ricostruzione della Cattedrale, passaggio che sarà valutato nella prossima Conferenza dei servizi».
Il sindaco respinge poi l’interpretazione politica della proroga dell’accordo di programma fino al 2028. «Non è un rinvio alla prossima amministrazione, ma il tempo necessario per realizzare concretamente l’intervento di riqualificazione dell’area».
Infine, una stoccata al Pd anche sul tema parcheggi: «È paradossale che oggi rivendichino di aver sempre avuto ragione sulla mancata restituzione agli usi della fascia destinata alla sosta. Nel 2010 furono proprio loro, probabilmente con superficialità, a non rimuovere il terreno contaminato durante la realizzazione della barriera idraulica, precludendo così già allora la possibilità di ampliare i parcheggi».
