FERMANO – Il cuore produttivo del cappello italiano, il distretto fermano-maceratese, chiude il 2025 in territorio negativo, rispecchiando le difficoltà dell’intero comparto nazionale, ma lasciando intravedere i primi segnali di stabilizzazione, soprattutto nel segmento dei berretti.
Con circa 80 imprese, 1.300 addetti e un fatturato di 95 milioni di euro, il distretto marchigiano rappresenta da solo circa il 70% del settore in Italia. Un peso determinante che rende ancora più evidente l’impatto della fase congiunturale negativa.
A livello nazionale, il comparto registra una flessione rispetto al 2024: calano imprese (-2,5%), occupati (-2,1%) e fatturato (-1,45%). Un trend che, confrontato con il periodo pre-pandemia, evidenzia una contrazione strutturale superiore al 14%.
Nel distretto, queste dinamiche si traducono in una crescente pressione sulle aziende, molte delle quali continuano a fare ricorso agli ammortizzatori sociali, mentre resta alta la preoccupazione per i livelli occupazionali e per il rischio di perdita di competenze artigianali.
Non mancano tuttavia segnali meno negativi. Il comparto dei berretti mostra una flessione più contenuta rispetto alle attese, lasciando intravedere quella “luce in fondo al tunnel” dopo il lungo periodo di rallentamento degli ordinativi. Più critica invece la situazione dei cappelli di paglia, che continuano a soffrire sia sul fronte interno che internazionale.
Sul piano dell’export, cambia profondamente la geografia dei mercati: la Francia si conferma primo partner commerciale, seguita dalla Germania, mentre crolla definitivamente il ruolo della Svizzera, un tempo hub logistico centrale per il lusso. Un riassetto che incide direttamente anche sulle imprese del distretto marchigiano, storicamente legate a queste dinamiche.
A pesare sul settore sono fattori esterni ormai strutturali: l’instabilità geopolitica, il caro energia, l’aumento dei costi delle materie prime e le tensioni commerciali internazionali. A questi si aggiunge un cambiamento nelle abitudini di consumo, con il passaggio dal lusso “accessibile” a quello “esperienziale”, che riduce i volumi e aumenta la selettività della domanda.
In questo contesto, le imprese del distretto fermano-maceratese si trovano ad affrontare una doppia sfida: resistere alla fase negativa e prepararsi alla ripartenza. Tra le priorità emergono il sostegno al costo del lavoro, il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali, maggiori incentivi agli investimenti e il rafforzamento della formazione, fondamentale per garantire il ricambio generazionale.
Non meno importante il tema dell’innovazione, con progetti legati anche all’intelligenza artificiale e alla sostenibilità, che rappresentano una leva strategica per mantenere competitività sui mercati internazionali.
Il 2025, dunque, si chiude con più ombre che luci per il distretto del cappello, ma con la consapevolezza che la ripresa, seppur ancora fragile, potrebbe non essere lontana.
