FERMO – Il caso che riguarda Saturnino Di Ruscio, ex presidente dell’Erap Marche, e la sua attività per Visit Italy arriva all’esame del Comitato assembleare per la legislazione del Consiglio regionale. Il parere mette nero su bianco alcuni elementi ritenuti rilevanti, ma distingue tra l’esistenza di profili di conflitto di interessi e l’eventuale accertamento definitivo dell’incompatibilità.
Secondo la ricostruzione contenuta nel documento, mentre ricopriva l’incarico di presidente dell’Erap Marche, Di Ruscio avrebbe svolto attività in favore di Visit Italy, società coinvolta in progetti finanziati dalla Regione Marche.
Tra le attività prese in considerazione dal Comitato ci sono il raccordo con alcuni Comuni coinvolti nei progetti e, in alcuni casi, la sottoscrizione di certificazioni di collaudo nella veste di “Project Expert”. Il ruolo è documentato anche da materiale pubblico relativo al Tipicità Festival 2025, nel quale Di Ruscio viene indicato come «Project expert Visit Italy».
È proprio il rapporto tra i diversi incarichi a costituire il nodo della vicenda. Da una parte Di Ruscio ricopriva un incarico pubblico alla guida dell’Erap, dall’altra svolgeva attività per una società che, secondo la documentazione esaminata dal Comitato, ha poi ricevuto affidamenti nell’ambito di progetti finanziati dalla Regione Marche, amministrazione che aveva concorso alla sua nomina alla presidenza dell’ente.
«Evidenti profili di conflitto di interessi»
Il passaggio centrale del parere è particolarmente netto. Il Comitato scrive che la situazione presenta, «sul piano oggettivo, evidenti profili di conflitto di interessi e di inopportunità». Il documento richiama inoltre la possibile applicazione dell’articolo 9 del decreto legislativo 39/2013, la norma che disciplina alcune ipotesi di incompatibilità tra incarichi pubblici e attività o interessi privati.
Ma il parere non afferma che l’incompatibilità di Di Ruscio sia già stata definitivamente accertata. Il Comitato individua infatti ulteriori aspetti da verificare, a partire dalla natura del rapporto tra Di Ruscio e Visit Italye dalle caratteristiche dell’attività concretamente svolta.
Un secondo elemento riguarda la continuità e l’eventuale remunerazione della collaborazione. Nel documento viene richiamato l’orientamento secondo cui prestazioni meramente occasionali non rientrano necessariamente nelle ipotesi di incompatibilità previste dalla normativa. Nel caso specifico, però, la documentazione esaminata dal Comitato non sembrerebbe riferirsi a un unico episodio isolato: l’attività viene ricondotta a un periodo di diversi mesi.
Undici Comuni coinvolti
Un ulteriore elemento evidenziato nel parere riguarda i Comuni coinvolti nei progetti. Secondo la documentazione esaminata, 11 Comuni avrebbero partecipato con progetti predisposti da Visit Italy e, successivamente, affidato alla stessa società la realizzazione degli interventi. Il documento considera quindi anche la sequenza tra progettazione, finanziamento e successivi affidamenti.
La vicenda era già stata oggetto di ricostruzioni giornalistiche nei mesi scorsi. In particolare, era emerso pubblicamente il ruolo di Di Ruscio come Project Expert di Visit Italy durante il periodo in cui ricopriva la presidenza dell’Erap.
Il riferimento alla legge 241/1990
Il Comitato affronta infine la questione sotto un ulteriore profilo, richiamando l’articolo 6-bis della legge 241/1990, relativo al conflitto di interessi nei procedimenti amministrativi. La conclusione riportata nel documento è che una situazione di questo tipo assume rilievo ai fini dell’obbligo di astensione nei procedimenti nei quali il conflitto di interessi si manifesta.
Resta invece da definire, attraverso gli ulteriori accertamenti demandati agli organi competenti, se nel caso specifico ricorrano tutti i presupposti per dichiarare l’incompatibilità prevista dal decreto legislativo 39/2013. Il parere, dunque, aggiunge un elemento formale alla vicenda: non una pronuncia definitiva sull’incompatibilità, ma una valutazione che individua profili oggettivi di conflitto di interessi e indica la necessità di ulteriori verifiche sulla natura e sulla durata del rapporto tra Di Ruscio e Visit Italy.
