Commercialisti, giovani e intelligenza artificiale: Roberto Vittori racconta le sfide della professione

INTERVISTA – Continua il viaggio di MaNews nei territori per raccontare istituzioni, professioni e protagonisti locali. Questa volta tappa a Fermo, dove il direttore Matteo Malaspina ha incontrato Roberto Vittori, recentemente eletto nel Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.

Dottor Vittori, vuole spiegare il suo nuovo ruolo?

Si tratta di una nomina molto recente. Il 15 aprile i 132 ordini territoriali italiani hanno votato il nuovo Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.

Ha vinto la lista guidata dal presidente uscente Ivano De Nuccio, che sarà riconfermato per altri quattro anni.
Io rappresenterò la Regione Marche all’interno del Consiglio Nazionale e spero di poter svolgere questo incarico nel migliore dei modi.

Quali sono oggi le principali sfide della professione del commercialista?

Le sfide sono molte e la professione sta cambiando profondamente. Dobbiamo affrontare temi come l’intelligenza artificiale, la sostenibilità e il Tax Control Framework.

Il commercialista oggi non è più soltanto un contabile: resta quella funzione, ma è diventato soprattutto un consulente a tutto tondo per imprese e cittadini.

Che cosa sta facendo il Consiglio Nazionale per sostenere i giovani che vogliono intraprendere questa carriera?

I giovani sono il futuro della professione. Stiamo lavorando per ridurre o semplificare il tirocinio obbligatorio e per rendere la formazione sempre più qualificata e gratuita.

Molti ragazzi oggi preferiscono entrare subito nel mondo del lavoro, magari in società di revisione, perché vedono uno stipendio immediato. Per questo dobbiamo abbattere le barriere economiche all’ingresso nella professione.

Stiamo collaborando anche con la Cassa dei Dottori Commercialisti per permettere ai giovani iscritti di non versare subito i contributi fissi nei primi anni di attività, rinviandoli a quando il reddito sarà più stabile.

Ha parlato di formazione. Su quali competenze bisogna investire maggiormente oggi?

La formazione è fondamentale e, nel nostro caso, anche obbligatoria. Se non ci si aggiorna continuamente, si resta indietro.

Stiamo investendo molto sulla formazione legata all’intelligenza artificiale, che va conosciuta e governata, oltre che sulla sostenibilità e sui bilanci sociali.

Grande attenzione anche al Tax Control Framework: partiranno nuovi corsi per formare professionisti in grado di redigere prospetti di rischio fiscale per le aziende. Sono ambiti che offrono prospettive molto interessanti, soprattutto per i giovani.

Il sistema fiscale italiano viene spesso considerato troppo complesso. C’è spazio per una semplificazione?

Sì, la riforma fiscale è già in corso. Negli ultimi anni il Consiglio Nazionale ha lavorato a stretto contatto con il viceministro Maurizio Leo, che sta seguendo il processo di riforma tributaria.

Sono stati introdotti nuovi testi unici con l’obiettivo di semplificare il sistema. Anche il rapporto con l’Agenzia delle Entrate sta cambiando: oggi si punta più sulla collaborazione e sulla compliance che sul conflitto.

È una visione moderna che considero molto positiva e che può portare benefici sia ai professionisti sia ai contribuenti.

Tra innovazione, formazione e riforme fiscali, la professione del commercialista si prepara così ad affrontare una fase di profonda trasformazione, con particolare attenzione ai giovani e alle nuove competenze richieste dal mercato.