IL CASO – Presidente Erap e project expert per Visit Italy. Un doppio ruolo che potrebbe mettere nei guai l’ex numero uno dell’Ente Regionale per l’Abitazione Pubblica nelle Marche Saturnino Di Ruscio, al centro in questi giorni di un’accusa di conflitto d’interessi.
Di Ruscio, infatti, da quanto si legge in un articolo del Corriere Adriatico, avrebbe svolto il ruolo di collaboratore per una società di marketing territoriale turistico mentre era alla guida dell’Erap. Società milanese che risponde al nome di Visit Italy srl (già Marketing Italia srl), la quale ha ricevuto affidamenti diretti (a fronte di pagamento) dalla Regione Marche per campagne pubblicitarie e servizi.

Ma il ruolo di Di Ruscio qual è? Come lui stesso ha dichiarato al Corriere Adriatico, avrebbe offerto aiuto gratuito, mentre era presidente Erap, ad un amico che lavorava per questa società ma dalle mail che abbiamo potuto visionare, dai post social e dagli articoli di giornale, più che un aiuto sembrerebbe una vera e propria collaborazione. Sulla stampa si può leggere come lo stesso Di Ruscio è stato collaboratore e coordinatore del progetto di 11 comuni del Fermano che hanno partecipato ad un bando, intrattenendo contatti diretti con i primi cittadini. Non solo, a marzo 2025 (periodo in cui Di Ruscio ricopriva la carica di presidente Erap) ha organizzato un evento in veste di coordinatore per presentare i comuni che hanno ricevuto il finanziamento regionale per merito di Visit Italy e in un articolo del Resto del Carlino datato 9 marzo 2025 si legge: “la cerimonia di conferimento dei riconoscimenti introdotta da Saturnino Di Ruscio, project expert di Visit Italy”.
Di Ruscio, nelle mail inviate ai comuni e nei post social parla di «nostra azienda» o scrive «in qualità di collaboratore di Visit Italy» come se fosse un ‘dipendente’. In veste gratuita (come lui stesso afferma) o sotto compenso non si sa, ma un ‘dipendente’ quasi modello visto che dalla società di marketing è stato anche insignito di un premio. Una premiazione immortalata da una foto che in questi ultimi giorni è scomparsa dai social (perché rimuoverla se non si ha niente da nascondere?) ma che abbiamo recuperato.
Un ruolo chiaro da quanto emerge dalle carte che però Di Ruscio non ha mai dichiarato nel modello delle dichiarazioni annuali. Nulla da dichiarare per l’ex presidente Erap, anche se da dichiarare c’era eccome visto che che la società per cui collabora è stata finanziata dalla Regione Marche. E nulla conta che, come

dichiara Di Ruscio che dal 1 maggio 2023 non percepiva lo stipendio da presidente Erap. Questo è vero, ma il motivo è perché era andato in pensione il 30 aprile 2023 (non poteva percepirlo per legge, non che lo ha ‘rifiutato’ lui) e comunque dopo continuava a percepire il rimborso spese.
Una ‘dimenticanza’ grave, perché se verrà accertato il doppio incarico e il conflitto d’interessi, la Regione potrebbe richiedere indietro a Di Ruscio tutti i compensi e i rimborsi percepiti da presidente Erap poiché percepiti illegalmente dato il suo ipotetico stato in conflitto d’interesse che avrebbe dovuto determinare una sua dichiarazione di incompatibilità. Inoltre, se verrà aperta un’indagine e verrà dimostrato che ha dichiarato il falso, rischia una condanna penale per falso ideologico del privato in atto pubblico (art. 483 c.p.). Insomma, una grossa gatta da pelare per Di Ruscio.

