SANT’ELPIDIO A MARE – L’assessore al Bilancio del Comune di Sant’Elpidio a Mare, Silvia Tiburzi, interviene sulla vicenda dei due presunti abusi edilizi in località Castellano, presentando le proprie memorie difensive e chiarendo la sua posizione personale e istituzionale.
«La vicenda è nota alle precedenti amministrazioni e risale al 2018 – spiega Tiburzi – quando la società Esse Emme srl avviò i lavori di costruzione di un manufatto adibito a parcheggio. L’intervento venne interrotto a seguito della denuncia di un privato cittadino». Da allora, sottolinea l’assessore, «dal 2018 al 2025 non è stato notificato né accertato nulla nei confronti della società da parte del Comune, né sono stati avviati contenziosi per la definizione della questione».
Tiburzi precisa inoltre la propria estraneità ai fatti, evidenziando che il suo ingresso nella compagine sociale della società è avvenuto solo successivamente: «Sono entrata nella società nel 2022, completamente ignara e estranea a quanto accaduto in precedenza tra il Comune, il privato cittadino e la Esse Emme srl».
Nel suo intervento, l’assessore punta il dito contro l’inerzia delle amministrazioni passate: «Dal 2018 al 2025 non è stato fatto nulla. Mi chiedo come mai l’allora vicesindaco Roberto Greci e il consigliere Massimiliano Doppierri, oggi esponenti della minoranza del gruppo PER SEM, abbiano tenuto questa vicenda nell’ombra durante il loro mandato».
Secondo Tiburzi, è stata l’attuale amministrazione a intervenire concretamente: «A soli sette mesi dall’insediamento, l’Amministrazione Calcinari ha fatto ciò che non era stato fatto prima, emettendo un’ordinanza di demolizione. Dopo sette anni di inerzia, questo è il primo atto ufficiale con cui il Comune agisce nel pieno rispetto delle regole e delle norme, al di là dei ruoli ricoperti dalle persone coinvolte».
L’assessore ricorda infine che i termini procedurali sono ancora in corso: «I 90 giorni concessi per la presentazione delle controdeduzioni non sono ancora decorsi. Gli uffici competenti, nella piena autonomia e nel rispetto dei ruoli tecnici e politici, svolgeranno tutti gli atti necessari alla definizione della vicenda, nel pieno rispetto delle leggi».
In conclusione, Tiburzi ribadisce il proprio senso di legalità: «Riaffermo la mia completa estraneità ai fatti e il forte senso di legalità che mi ha portato a diffidare una società di famiglia. Agli amministratori, ex e attuali, rivolgo un appello: non cerchiamo cavilli per strumentalizzare ogni situazione, ma concentriamoci piuttosto nel risolvere i tanti problemi ereditati. Io ho cominciato e continuerò a farlo, chiunque riguardi».
