A14 Marche sud, il Comitato rilancia la bretella verso Mosciano: «Il Governo valuti l’alternativa»

A14 – L’attenzione sul futuro dell’A14 nel tratto meridionale delle Marche torna ad accendersi. A rilanciare il tema è il Comitato Arretramento FS e A14 Marche sud, che punta il dito contro quello che definisce il «silenzio» della politica e chiede alle istituzioni di prendere in considerazione una soluzione alternativa al potenziamento dell’autostrada esistente.

Secondo il Comitato, negli ultimi anni il dibattito sulla possibilità di realizzare una terza corsia tra Porto Sant’Elpidio e Pedaso e un arretramento di una carreggiata nel tratto compreso tra Pedaso e San Benedetto del Tronto non avrebbe prodotto risultati concreti.

A frenare l’ipotesi di un ampliamento in sede, sostiene l’organizzazione, ci sarebbero innanzitutto le caratteristiche del territorio. Gli interventi richiederebbero opere particolarmente complesse e investimenti ingenti, mentre la conformazione idrogeologica dell’area renderebbe il progetto ulteriormente problematico. Il Comitato richiama in particolare la presenza di aree classificate a rischio frana negli strumenti di pianificazione regionale e nazionale.

Un altro elemento indicato riguarda la concessione autostradale: quella di Autostrade per l’Italia, secondo quanto riportato dal Comitato, è destinata a scadere il 31 dicembre 2038. Da qui la convinzione che un investimento di grande portata sull’attuale tracciato risulti difficilmente sostenibile senza una prospettiva concessoria più lunga.

Nel frattempo, osserva il Comitato, sull’A14 proseguono da anni gli interventi di manutenzione. Lavori ritenuti indispensabili, ma che a giudizio dell’organizzazione non sarebbero sufficienti a risolvere definitivamente le criticità del tratto.

Ed è proprio in questo scenario che viene riproposta una soluzione alternativa: una nuova bretella autostradale arretrata da Porto Sant’Elpidio verso Mosciano Sant’Angelo e Teramo, da affiancare all’attuale A14.

Per il Comitato, un collegamento di questo tipo avrebbe ricadute che andrebbero oltre la sola viabilità autostradale. Consentirebbe infatti di collegare più direttamente le aree interne alla rete delle grandi infrastrutture, alleggerendo al tempo stesso la pressione sulla fascia costiera.

Tra i vantaggi indicati c’è anche quello legato alla sicurezza e alla continuità dei collegamenti. Una nuova direttrice arretrata potrebbe rappresentare, secondo la proposta, un’alternativa nei momenti in cui l’A14 dovesse essere interessata da incidenti, cantieri o interruzioni, evitando che il traffico venga riversato interamente sulla SS16.

Il Comitato sottolinea inoltre la possibilità di costruire un diverso modello di finanziamento dell’opera. Trattandosi di una nuova infrastruttura, sarebbe necessario procedere attraverso una nuova gara e una nuova concessione, creando secondo i promotori condizioni potenzialmente più favorevoli per rendere sostenibile l’investimento. La collocazione del tracciato, inoltre, potrebbe suscitare l’interesse di concessionari già impegnati sulla rete autostradale, a partire da quelli collegati all’A24.

Ma l’attenzione del Comitato è rivolta soprattutto a una scadenza ravvicinata.

Durante l’estate è stato infatti pubblicato il bando europeo CEF Trasporti 2026, destinato a sostenere anche la progettazione di infrastrutture considerate strategiche per la rete transeuropea dei trasporti, la TEN-T. Secondo il Comitato, la proposta di collegamento tra Porto Sant’Elpidio e l’area di Mosciano-Teramo avrebbe caratteristiche tali da poter essere candidata al finanziamento.

La scadenza indicata per la presentazione delle proposte è il 6 ottobre 2026.

Per questo il Comitato chiama direttamente in causa Governo, Regione Marche e amministrazioni locali, chiedendo di valutare concretamente l’inserimento della bretella tra le proposte da sottoporre all’Europa.

«La situazione sulla strada è da tempo oltre i limiti», sostiene il Comitato, che richiama gli incidenti e i conseguenti disagi sulla viabilità alternativa. Nel mirino anche il pagamento del pedaggio, ritenuto non più accettabile alla luce delle condizioni del servizio lungo il tratto interessato.

L’appello finale è quindi rivolto alle istituzioni: secondo il Comitato, se la proposta non dovesse essere presa in considerazione, Governo e amministrazioni dovrebbero spiegare le ragioni della scelta e dell’eventuale rinuncia a un’opportunità di finanziamento europeo per progettare una possibile alternativa.

«Non è più tollerabile» è la posizione espressa dal Comitato, che torna così a chiedere un confronto sul futuro della viabilità tra il Fermano e il Piceno.