PORTO SAN GIORGIO – Code, incidenti, cantieri e continui interventi di manutenzione. La situazione che negli ultimi giorni ha interessato l’A14 nel tratto meridionale delle Marche riaccende il dibattito sul futuro della mobilità lungo la costa.
A intervenire è il Comitato Arretramento FS e A14 Marche sud, secondo cui quanto accaduto rappresenta l’ennesima conferma di una criticità strutturale conosciuta da decenni. Il problema, sostiene il Comitato, non riguarda soltanto i rallentamenti provocati dai lavori o dagli incidenti, ma l’assenza di un sistema viario alternativo capace di garantire la continuità dei collegamenti lungo la dorsale adriatica.
Il tratto dell’autostrada che attraversa il territorio compreso tra il Fermano e il Piceno, infatti, deve sostenere importanti volumi di traffico in un’area caratterizzata anche da condizioni idrogeologiche complesse. Una combinazione che rende frequenti gli interventi di manutenzione e aumenta le conseguenze di ogni incidente o chiusura.
Secondo il Comitato, l’origine del problema affonda le radici nelle scelte infrastrutturali compiute decenni fa. La decisione di collocare l’A14 a ridosso della costa avrebbe contribuito nel tempo a concentrare traffico e pressione urbanistica lungo la fascia costiera, mentre le aree interne hanno progressivamente perso servizi e collegamenti.
Già negli anni Settanta e Ottanta, viene ricordato, la politica regionale aveva individuato il rischio di questo squilibrio. In quel contesto era nata anche l’idea della Strada Mezzina, o Transcollinare ascolano-fermana, una direttrice destinata a collegare trasversalmente le province di Fermo e Ascoli Piceno. Il progetto era stato inserito nello Schema di Sviluppo Regionale del 1974 e successivamente nel Piano dei Trasporti Regionali degli anni Ottanta.
Per il Comitato, però, oggi occorre ragionare su un intervento di portata ancora maggiore.
L’ipotesi di una nuova direttrice autostradale
L’attuale progetto di Autostrade per l’Italia, che prevede una terza corsia tra Porto Sant’Elpidio e Pedaso e un intervento di arretramento parziale nel tratto successivo fino a San Benedetto del Tronto, viene considerato di difficile attuazione per la complessità tecnica, economica e ambientale dell’opera.
Il Comitato sottolinea in particolare la presenza di aree interessate da rilevanti problematiche di dissesto e il rischio che i lavori possano prolungarsi per molti anni, aggiungendosi a un ciclo di manutenzioni che, secondo la nota, interessa il tratto già da circa nove anni.
Da qui la proposta di tornare a valutare un’alternativa: una nuova bretella autostradale a quattro corsie arretrata rispetto alla costa, da Porto Sant’Elpidio verso Mosciano Sant’Angelo/Teramo, con collegamento alla rete esistente attraverso l’A24 e l’A14.
Una soluzione che, secondo il Comitato, consentirebbe di alleggerire la pressione sull’attuale infrastruttura costiera e di creare una nuova direttrice di collegamento.
«Non basta dire che non ci sono risorse»
Il nodo principale resta naturalmente quello economico. Il Comitato ritiene però che la questione non possa essere liquidata semplicemente con l’assenza di finanziamenti immediatamente disponibili.
Nella nota viene ricordato anche il ruolo dello Stato nella governance di ASPI attraverso Cassa Depositi e Prestiti e, di conseguenza, la responsabilità politica che viene attribuita al Governo nella scelta di affrontare o meno il problema.
Secondo il Comitato, inoltre, un’eventuale operazione potrebbe coinvolgere più soggetti, compreso il concessionario dell’A24, oltre ad altri operatori che potrebbero partecipare a una futura procedura di gara.
L’obiettivo, viene evidenziato, non sarebbe quello di arrivare immediatamente alla realizzazione dell’opera, ma di avviare un percorso progettuale che permetta di valutare concretamente le alternative e verificarne la sostenibilità.
L’occasione del bando europeo
In questo scenario il Comitato guarda anche alle opportunità offerte dal nuovo bando europeo CEF Trasporti 2026, che prevede risorse a fondo perduto destinate anche alla progettazione di infrastrutture considerate strategiche per la rete transeuropea dei trasporti, la TEN-T.
Secondo il Comitato, il collegamento autostradale arretrato tra Porto Sant’Elpidio e l’area di Mosciano/Teramo potrebbe avere caratteristiche tali da essere candidato nell’ambito di questo strumento europeo.
La partita si sposta quindi anche sul piano istituzionale. Il Ministero delle Infrastrutture sarà chiamato a definire entro metà settembre le proposte italiane da presentare al bando europeo, la cui scadenza è prevista per metà ottobre.
Il Comitato chiede quindi un coinvolgimento coordinato di Governo, Regione Marche, Province di Fermo e Ascoli Piceno e Comuni della costa, estendendo il confronto anche alle amministrazioni delle aree interne.
«La situazione di questi giorni dimostra che non è più possibile limitarsi a gestire le emergenze – sostiene il Comitato -. Serve una prospettiva di lungo periodo. Un’infrastruttura strategica richiede anni di progettazione, valutazioni delle alternative e confronto pubblico, ma proprio per questo è necessario iniziare adesso».
La richiesta finale è dunque quella di trasformare l’emergenza viaria in un’occasione per aprire una discussione concreta sul futuro dei collegamenti del sud delle Marche.
«La politica non si giudica dalle narrazioni di breve respiro, ma dai fatti», conclude il Comitato Arretramento FS e A14 Marche sud.
